Le pietre magiche di Shannara, Brooks

Scritto da Axel Raven alle 14:40 del 21 Gennaio 2010

pietre di shannaraTutti noi che amiamo leggere, abbiamo libri che rileggeremmo all’infinito, mentre altri li rivedremmo solo per noia. Io vado oltre: ci sono libri che amo rileggere spesso… ma solo per metà. Oggi vi propongo un classico del fantasy con cui ho un tale rapporto: Le pietre magiche di Shannara, secondo romanzo della prima trilogia del prolifico Terry Brooks.

La storia inizia due generazioni dopo le vicende del primo libro. Nella terra degli elfi l’Eterea, il mitico albero che ha esiliato i demoni, comincia a morire. Allanon, l’ultimo druido, rivela che il solo modo per salvare il mondo dall’invasione è immergere il seme dell’albero nel fuoco di sangue.

Solo la giovane eletta Amberle può farlo e il solo che può proteggerla è Wil Ohmsford, nipote di Shea e detentore delle pietre magiche. Mentre i due partono per la disperata missione, l’esercito elfo si prepara a rallentare l’immenso esercito di demoni. Ma Allanon non ha detto tutta la verità…

Come vi dicevo ho un rapporto conflittuale con questo libro. La parte che preferisco è la lunga battaglia contro i demoni. Perfetta, quasi epica e dominata da personaggi carismatici come il principe Ander Elessedil o l’irriducibile Stee Jans. Al confronto le avventure di Wil e Amberle tra zingari, mostri e streghe impallidiscono. Ma anche in queste ho trovato scene di un certo pathos, specie quelle in cui sono inseguiti dal terribile Mietitore. Naturalmente è una questione di gusti ma secondo me Brooks dà il meglio nelle scene di combattimento.

L’approfondimento psicologico è molto curato in ogni parte del libro. Dei protagonisti conosciamo continuamente i pensieri e ne possiamo appezzare l’intima maturazione: tutti loro affrontano il loro personale demone interiore e, alla fine, accettare la verità e il loro destino.

Che dire? Questo classico del fantasy ve lo consiglierei solo per le epiche battaglie e gli inseguimenti mozzafiato. Ma ci sono anche altre cose che gente più sensibile di me apprezzerà sicuramente. Nel complesso è un libro che un amante del genere non può che amare… almeno per metà.

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