Le braci, Màrai

Scritto da: il 13.01.09
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Le braci - Sandor MaraiStoria di un’amicizia perduta, di un desiderio di vendetta covato per quarantun anni, storia di segreti, Le braci. Sàndor Màrai dipinge in meno di duecento pagine il ritratto a tinte cupe di due uomini prima uniti da un’amicizia virile indissolubile e poi divisi all’improvviso dagli eventi che lungo il romanzo vengono ricostruiti, attraverso le pieghe della memoria e del tempo trascorso; quando alla fine della loro vita i due oramai vecchi si ritrovano per un incontro finale preparato ed atteso per decenni.

Con poche altre figure sullo sfondo, una vecchissima governante e soprattutto una donna che incombe come un fantasma per tutto il romanzo ma di cui alla fine veniamo a sapere pochissimo, la scena appartiene per intero ai due uomini che, nel volgere di una notte in un castello dei Carpazi, si confrontano in maniera definitiva.

Con l’uno a ricostruire in un lungo soliloquio gli eventi e l’altro a parlare quasi solo in virtù della sua presenza fisica, il racconto si trasforma in una riflessione sulle passioni e sull’insondabilità dei sentimenti umani.

Come in un gioco di specchi, come due facce opposte della stessa medaglia, i due protagonisti, uno animo d’artista, l’altro essenza di militare, uno che ha passato la vita – e l’attesa - nei tropici, l’altro nel castello di famiglia, si ritrovano alla fine di due percorsi così diversi a una conclusione del tutto simile, a una solitudine finale più voluta che subita.

In virtù di un sentimento di rivalsa reciproca molto più forte della loro comune, anche questa, incapacità di amare, o comunque di amare completamente. Si potrebbe leggere in questa luce come un’ulteriore variazione sul tema del “doppio” così frequentato in letteratura, come se solo assieme i due potessero trovare una completezza che manca loro singolarmente, e credo non saremmo fuori strada.

Il romanzo insomma è intenso e ricco di suggestioni, anche perché spesso suggerisce più che rispondere. Ottimo. Da leggere magari con uno dei vini di cui parla lungo il racconto, anche uno champagne per esempio… freddo come una vendetta.

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