Le anime grigie, Claudel

Scritto da: il 03.06.09
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Le anime grigie – Philippe ClaudelL’appassionato frequentatore di librerie, colui che appartiene al genere dell’instancabile camminatore da uno scaffale all’altro, quello caparbio che fa scorrere le dita sui vari titoli esposti, sa come a volte la scelta di un determinato libro sia assolutamente casuale. A volte ci attira il riassunto della trama, a volte (ci vergogniamo ad ammetterlo, ma è così) ci facciamo infinocchiare da una bella copertina sgargiante. Raramente (ma è davvero poi così raro?) compriamo a scatola chiusa un libro perché ci irretisce il titolo.

Nel caso di Philippe Claudel e Le anime grigie, la mia scelta in libreria è stata dettata da una combinazione di quanto sopra detto. Sarà che era una giornata cupa ed io, densa del malumore delle persone meteoropatiche, mi sentivo simpatizzante con il titolo e con il panorama tetro che capeggiava in copertina, sarà che era nello scaffale dei gialli e io avevo proprio voglia di leggerne uno, sarà quel che sarà… l’ho comprato quasi a scatola chiusa, senza quasi sapere di cosa parlasse.

Non ci ho messo molte pagine a realizzare che avevo messo le mani su un prodotto di altissimo livello. Stavo leggendo uno di quei libri che non puoi facilmente abbandonare prima di essere arrivato alla parole fine.

Siamo nel 1917, in piena guerra mondiale. A V., piccolo paesino della campagna francese, viene trovato in un canale il cadavere di una bambina di dieci anni. È il poliziotto del paese, figura alla deriva per un dramma personale che non riesce a superare, la voce narrante della storia, colui che molti anni dopo ci presenta i fatti così come si sono svolti, a partire da quel tragico ritrovamento.

Le anime grigie dapprima disorienta e poi irretisce il lettore, perché inizia come un classico giallo (viene ritrovato il corpo della piccola e da lì inizia l’indagine per scoprire il colpevole) ma lo svolgimento è poco giallo e ancor meno classico. Man mano che il protagonista racconta ciò che avvenne allora, ci rendiamo conto che la vera storia non è tanto l’indagine per scoprire il colpevole del crimine efferato, quanto una serie di eventi drammatici che ebbero luogo nel piccolo paese, intristito dalla guerra e reso tetro dal clima umido e nebbioso di quell’inclemente inverno del ’17.

È proprio il non sapere esattamente, almeno per metà libro, qual è il fulcro centrale del romanzo che spinge il lettore a girare pagina dopo pagina di una storia ben scritta e ben raccontata, che non molla la presa fino alla fine.

Quello che ci rimane tra le mani, dopo il viaggio con Claudel, è un gran bel noir, di forte impatto emotivo. Lo consiglio agli amanti del genere, purché siano dei palati forti, amanti delle storie dalle tinte fosche e cupe.

Commenti non consentiti

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple