Lasciami Entrare, Lindqvist

Scritto da: il 10.03.09
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

Lasciami entrare - John Ajvide LindqvistBenché io sia tra coloro che non hanno apprezzato la serie di “Twilight” devo riconoscere ad essa un merito non da poco: avere aperto la strada a piccoli gioielli come Lasciami entrare (Låt den rätte komma in, in lingua originale) dello svedese John Ajvide Lindqvist, edito in Italia nella collana Farfalle di Marsilio.
Dimenticatevi del solito “bellone” con i canini sviluppati e delle fanciulle imbranate in perenne attesa di essere travolte dal sentimento (???), in una città dove il sole non c’è mai (misteri della Fede).

Il bel romanzo di Lindqvist è ambientato in un sobborgo di Stoccolma chiamato Blackeberg, un posto privo di qualsiasi attrattiva, in cui il dodicenne Oskar passa i suoi giorni senza altra scelta che coltivare un proprio mondo interiore, per sfuggire alla grigia realtà quotidiana. Vittima designata dei bulli della scuola, il ragazzo trova sollievo e incoraggiamento nella tenera amicizia di Eli, una sua coetanea giunta da poco ad abitare nell’appartamento vicino.

Il loro rapporto fa da perno ad un intreccio di personaggi secondari, ognuno con una propria storia di dolore e voglia di riscatto: i genitori di Oskar, i membri del vicinato, i compagni di scuola, ma soprattutto Håkan, l’uomo adulto che vive con Eli pur senza essere legato a lei da alcun legame di parentela.

Mentre il lettore è invitato, così, a riflettere su temi scottanti quali la pedofilia e l’estrema solitudine, la trama subisce una svolta a causa di una serie di efferati delitti, apparentemente privi di movente, commessi nei quartieri vicini. Allo stesso tempo Oskar si rende conto che Eli non è una ragazzina comune: perché, per esempio, appare soltanto quando fa buio? Chi è davvero l’uomo che vive con lei e di cui sembra avere bisogno? Questi interrogativi lo portano a scoprire una verità tanto incredibile quanto spaventosa: la sua amica ha bisogno di sangue umano per vivere.

Lasciami entrare tratta il tema del vampirismo secondo i consueti canoni (il titolo stesso si rifà alla leggenda secondo cui un vampiro non può entrare in un’abitazione senza un invito esplicito) eppure Lindqvist è capace di scavare tanto nella psicologia dei personaggi da rendere la mostruosità a portata di mano, il che rende questo libro particolare rispetto a molti altri che parlano dello stesso argomento.

Lo stile è asciutto, ma incisivo: il rimbalzare dei punti di vista tra i vari personaggi impedisce al lettore di annoiarsi e anzi fornisce una visione a tutto tondo della storia che, altrimenti, potrebbe risultare ingarbugliata. I tre protagonisti, Oskar, Eli ed Håkan, sono resi con pennellate di magistrale sensibilità nelle loro (poche) fortune così come nelle loro miserie mentre l’elemento soprannaturale non è mai tanto invadente da fagocitare il fulcro della storia, che è quello di un tentativo di fuga dalla solitudine da parte di anime che in qualche modo sono già condannate alla perdizione.

Non mancano scene macabre, in alcuni casi al limite dello splatter, ma nessuna di esse è presente soltanto per cercare l’effetto. L’insieme è un racconto di amore e dolore ben lontano dai canoni “vampireschi” collaudati e tanto cari alla moda del momento: solo per questo un libro così meriterebbe di essere apprezzato.

  • http://www.canidacuccia.it Ignax

    Recentemente ho visto il film che a quanto leggo da questa recensione è stato ben trasposto e costruito.
    Sono curioso, però, di leggere la costruzione psicologica dei personaggi nella versione cartacea.

    @ Elfo
    Grazie per la segnalazione sulla collana Farfalle che mi sembra abbia diversi titoli interessanti

  • http://www.canidacuccia.it Ignax

    Recentemente ho visto il film che a quanto leggo da questa recensione è stato ben trasposto e costruito.
    Sono curioso, però, di leggere la costruzione psicologica dei personaggi nella versione cartacea.

    @ Elfo
    Grazie per la segnalazione sulla collana Farfalle che mi sembra abbia diversi titoli interessanti

  • Elfo

    Figurati! :)
    Anche io ho visto il film e mi è piaciuto molto, ma come spesso avviene la pellicola non raggiunge la profondità psicologica dei personaggi che invece è tratteggiata nel romanzo.
    Di Hakan, per esempio, si sa poco o nulla. E anche le storie parallele a quella di Eli ed Oskar sono appena accennate. (Il pezzo della vampirizzazione di Virginia, sul cartaceo, è davvero da brivido…;))

  • Elfo

    Figurati! :)
    Anche io ho visto il film e mi è piaciuto molto, ma come spesso avviene la pellicola non raggiunge la profondità psicologica dei personaggi che invece è tratteggiata nel romanzo.
    Di Hakan, per esempio, si sa poco o nulla. E anche le storie parallele a quella di Eli ed Oskar sono appena accennate. (Il pezzo della vampirizzazione di Virginia, sul cartaceo, è davvero da brivido…;))

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