L’arte dell’imitazione – Scrittori à la carte, Pratt

Scritto da: il 23.03.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Scrittori à la carte - Gustavo PrattLa scrittura imitativa si può svolgere in più d’un modo, assumendo di volta in volta un valore differente: se nascosta genera solitamente una reazione di fastidio, in chi ne identifica l’origine; se palese, invece, stimola il lettore al confronto fra l’imitatore e l’imitato. Così, in questo ricettario della narrativa, Scrittori à la carte di Gustavo Pratt (chiunque egli sia), la sfida è fra i migliori autori sardi e uno scrittore che ha preferito l’anonimato.

È una decisione comprensibile: in un testo che dichiaratamente omaggia molti scrittori, la scelta di mostrarsi attraverso il filtro dello pseudonimo è, forse, l’unica possibile per lasciare  il campo, racconto per racconto, all’abilità nel ricreare le strutture narrative altrui. E inoltre mette addosso un po’ di curiosità in più, che non guasta mai.

Io non conosco tutti e diciotto gli scrittori rappresentati, ma posso dire con tranquillità che, per quelli che conosco, la somiglianza è perfetta non solo per la scrittura in sé, traguardo facile in alcuni casi, ma anche per la selezione degli argomenti e dei punti di vista da cui raccontare. Prendete, ad esempio, la Ferruzzi: sarebbe difficile distinguere il testo di Pratt da uno dei suoi, trovandoli affiancati.

Così il volume è ricettario in un doppio senso: un senso proprio, poiché ogni racconto fa leva su una ricetta, che sia spiegata o appena accennata nel testo; ma anche un senso metaforico, in cui gli scrittori sono ingredienti necessari alla composizione e all’equilibrio dell’antologia fittizia. Ancora più piacevole poter inserire questo libro tra quelli che rivalutano il rapporto col cibo, il grande assente della letteratura (pochi autori lo fanno: quanta misura ci vuole per narrarne!).

Ovviamente non è possibile applicare un criterio di uniformità allo stile e alla scrittura; la raccolta è organizzata in modo da privilegiare le differenze e le alternanze di stili quanto più è possibile. Si passa repentinamente da scritture oniriche a scritture jazzistiche, contemplando un panorama vasto di possibilità tutte italiane. Quest’assenza di uniformità è il miglior testimone della bravura di Pratt nel centrare il suo obiettivo: non è possibile individuare il suo proprio stile al di sotto della varietà.

Come libro è atipico anche rispetto al suo editore: è la prima volta che un volume di Aìsara si fa portatore sano di sardità, sia pur in modo così giocoso e lieve. La cura editoriale è, invece, quella consueta di questo editore, uno standard molto alto, stavolta con una marcia in più: le immagini che accompagnano i testi, illustrazioni molto belle di Giorgio Podda.

Onore al merito: uno dei pochi casi in cui divertissement dell’autore e del lettore coincidono. Vediamo se Tom ci fornisce il giusto abbinamento tra le ricette e il vino, da gustarsi in tutta calma secondo le proprie preferenze gastronomiche e di scrittura. Per parte mia, vi consiglio il Tonno al calvadòs, Morin, possibilmente.

  • http://www.bosina.net Bosina

    Molto interessante questo florilegio gastronarrativo! :-)
    Sai, Livia, che ho la stessa dolce mania di investigare i testi dal punto di vista enogastronomico? Ci sono certe perle che solitamente passano inosservate ai più e che prima o poi dovrei mettermi a raccogliere in un volume pure io :-)

    Un abbraccio e buon inizio di settimana!

  • http://www.bosina.net Bosina

    Molto interessante questo florilegio gastronarrativo! :-)
    Sai, Livia, che ho la stessa dolce mania di investigare i testi dal punto di vista enogastronomico? Ci sono certe perle che solitamente passano inosservate ai più e che prima o poi dovrei mettermi a raccogliere in un volume pure io :-)

    Un abbraccio e buon inizio di settimana!

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