L’amore giovane, Hawke

Scritto da: il 19.10.10
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

La maggior parte del pubblico conosce Ethan Hawke come attore. È lui il ragazzino che ha commosso il mondo salendo su un banco e gridando “Capitano, mio capitano” a un Robin Williams cacciato dalla scuola per aver insegnato agli allievi a pensare con la propria testa; è lui quello carino in “Giovani, carini e disoccupati”, è lui il protagonista maschile di quella piccola perla di “Prima del’Alba” in cui due giovani si incontrano su un treno e passano a Vienna le dodici ore più dolci della loro vita.

Forse non tutti sanno, però, che questo bel ragazzo è anche un pregevole scrittore. Minimum Fax ha pubblicato in Italia entrambi i suoi romanzi. Quello d’esordio si intitola L’amore giovane ed è – per ammissione dello stesso autore – un testo dai fortissimi spunti autobiografici.

Il protagonista è William, un ventenne di belle speranze, che sta iniziando la carriera di attore. Una sera come tante incontra Sarah, che non è bella, è timidissima e vuole fare la cantautrice. Per lui è un colpo di fulmine, nonostante l’arsenale di scuse che la ragazza, spaventata dai propri sentimenti, gli scaglia contro. La storia è esile: lui ama lei, lei sembra amare lui, ma alla fine ha troppa paura e lo lascia senza un motivo apparente.

Hawke ci descrive un percorso che molti di noi hanno sperimentato sulla propria pelle e lo fa come se lo stesse provando al momento, senza ammantare il testo di aure epiche, tragiche, romantiche. L’amore e la sofferenza che ne deriva quando questo viene a mancare, nudi e crudi: queste sono le tematiche e, verrebbe da dire, questa è la vita. Non c’è una colonna sonora che aumenta di intensità quando i protagonisti si baciano. Eppure, il libro ha un suo fascino: la narrazione in prima persona ci cala quasi totalmente nella psiche di William, che ha alle spalle una famiglia instabile e nutre una comprensibile fame d’amore. Nessuno sa cosa ci trovi in questa Sarah, che è una vera e propria palla al piede, piena di dubbi e insicurezze. Eppure lui vorrebbe darle tutto se stesso.

Il linguaggio è molto diretto, ma si accorda con lo stile scorrevole ed ha un tocco malinconico che permea tutto il libro. Un elemento che mi è molto piaciuto è il modo in cui vengono resi i personaggi secondari, come la madre di Sarah, una donna dura ed invadente che chiaramente ha contribuito a caricare al massimo le insicurezze della ragazza, oppure gli amici di William che sembrano molto superficiali ed invece nascondo dei lati quasi teneri.

L’ambientazione è quella New York a cui il cinema ci ha abituati e cinematografico è anche il ritmo della vicenda. Non a caso, dal romanzo è stata tratta una sceneggiatura che poi è approdata sul grande schermo. Unica pecca: Ethan Hawke aveva passato l’età per interpretare il suo alter ego ventenne e perciò la parte è toccata ad un giovane attore con metà del fascino. Per consolarmi, ho dovuto vedere “Prima dell’Alba” per sei volte di seguito.

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