L’altalena, a cura di Valsecchi

Scritto da: il 17.09.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @XII onlinePer un’antologia di racconti horror L’altalena sembrerebbe un titolo rassicurante: in fin dei conti è un oggetto normale, portatore di ricordi positivi e allegria. Ma basta leggere l’introduzione per ricordare che non è così.

Forse può esserlo per i bambini dell’era della plastica, ma per noi che abbiamo un’età e abbiamo vissuto le altalene in legno, beh, non è un ricordo scevro da dolori, fisici più che mentali.
E per il libro è quasi una dichiarazione programmatica; saranno infatti l’orrore della realtà e la normalità dell’orrore a tener banco per queste centocinquanta pagine.

Non sono esattamente una fanatica dell’horror, che erroneamente spesso associo allo splatter, grazie alla cattiva maestra televisione (prendendo in prestito la definizione di Popper); probabilmente per questo non mi lascio spesso andare a questo tipo di letture.

Dato però che ormai per me  certi editori sono “di fiducia” (penso ai classici Einaudi, a Marcos Y Marcos, a Minimum fax) sono sempre disposta a leggere ciò che arriva senza pregiudizi; così è stato anche per questa raccolta eterogenea incentrata sull’Orrore.

Scrivere un racconto “di genere” non è cosa semplice, qualsiasi sia il genere cui ci si riferisce; poiché i canoni sono precisi si rischia di scivolare nel banale, nello stereotipato, o peggio nell’incredibile, cercando a tutti i costi di innovare.

Tranne che per un paio di racconti sulla ventina raccolti, questo difetto non è presente: sono freschi, nuovi se non per argomento almeno nell’angolo visuale, stilisticamente e letterariamente validi. E anche se a volte lasciano presagire un po’ di trama, o la dichiarano in principio, sanno mantenere alta la tensione fino all’ultima parola.

I temi sono i più disparati, dall’altalena vera e propria che funge da apripista ai racconti più o meno incentrati sui libri, all’eterno conflitto fra “Forze del Bene” e “Forze del Male”. Sbagliereste però a pensare che in fin dei conti siano sempre le stesse cose: in questo libro tutto è diverso da ciò che sembra, anche gli zombie.

Ciò che mi ha ulteriormente colpita è la capacità dei vari autori di mantenere un proprio stile senza appiattimenti: si passa da scritture ironiche a scritture erotiche, da stili telegrafici a ridondanti; ed ogni scelta è legata in maniera perfetta al proprio tema.

Per questa eterogeneità non dubito che ognuno possa trovare il racconto dei suoi sogn… pardon, incubi.

  • Ignazio

    A me sembra azzeccato anche il titolo. le altalene che dondolano nei cortili delle case americane sono spesso teatro di inizio di horror o di thriller e per me rimangono abbastanza inquietanti, poi anche la copertina rafforza questa sensazione.

  • Ignazio

    A me sembra azzeccato anche il titolo. le altalene che dondolano nei cortili delle case americane sono spesso teatro di inizio di horror o di thriller e per me rimangono abbastanza inquietanti, poi anche la copertina rafforza questa sensazione.

  • Memy

    Lo sto leggendo e mi piace molto, alcuni racconti sono leggermente più scialbi di altri, ma tutto sommato il libro si fa leggere con molto piacere. Bravi questi ragazzi, complimenti a chi li ha scovati e pubblicati ^^

  • Memy

    Lo sto leggendo e mi piace molto, alcuni racconti sono leggermente più scialbi di altri, ma tutto sommato il libro si fa leggere con molto piacere. Bravi questi ragazzi, complimenti a chi li ha scovati e pubblicati ^^

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    @Ignazio: qui gli autori sono italiani e anche l’ambientazione, per fortuna!

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    @Ignazio: qui gli autori sono italiani e anche l’ambientazione, per fortuna!

  • Daniele Bonfanti

    Grazie a Livia per la recensione, per i commenti, e grazie in particolare per i complimenti a Memy, da parte mia e di Alessio Valsecchi. Il merito della bontà del libro è degli autori, ma fa piacere che ogni tanto ci si ricordi di chi fa “il lavoro sporco” editoriale :D. Scovare autori così in gamba, comunque, non è facile, ma è anche un onore.

  • Daniele Bonfanti

    Grazie a Livia per la recensione, per i commenti, e grazie in particolare per i complimenti a Memy, da parte mia e di Alessio Valsecchi. Il merito della bontà del libro è degli autori, ma fa piacere che ogni tanto ci si ricordi di chi fa “il lavoro sporco” editoriale :D. Scovare autori così in gamba, comunque, non è facile, ma è anche un onore.

  • Ignazio

    Libro finito nel weekend, mi associo a Memy. Il primo racconto “L’altalena” è davvero un ottimo inizio, veramente bello. Degni di menzione anche “Il sottoscala” e “una notte al Ghibli”

  • Ignazio

    Libro finito nel weekend, mi associo a Memy. Il primo racconto “L’altalena” è davvero un ottimo inizio, veramente bello. Degni di menzione anche “Il sottoscala” e “una notte al Ghibli”

  • http://www.xii-online.com Daniele Bonfanti

    Grazie mille, Ignazio :-).

  • http://www.xii-online.com Daniele Bonfanti

    Grazie mille, Ignazio :-).

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