La tenerezza della Fallaci – Lettera ad un bambino mai nato, Fallaci

Scritto da: il 17.06.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina di Rizzoli RCS

Da una scrittrice sanguigna e razionale come la Fallaci, tante volte estrema, è difficile aspettarsi una lettera toccante e piena d’umanità, il ritratto di una donna irrazionale e fragile. Eppure rispolverando vecchi scaffali salta fuori anche questo, tributo ad una donna che, odiata, amata, contrastata, ha scritto un pezzo della storia italiana.

Lettera ad un bambino mai nato, coi suoi mille dubbi e domande irrisolte, con la capacità di scandagliare i timori e le ansie per una vita che si affaccia prepotente e indesiderata, mette a nudo un’anima diversa da quella grintosa cui siamo abituati.

Un dialogo sofferto, schietto, fin troppo diretto con un bambino in arrivo che diventa simbolo, non solo di maternità ma di paura, di preoccupazione per le mutazioni irrimediabili, per ciò che è perduto senza poter tornare. Un dialogo e non un monologo, benché a parlare sia sempre una sola: ci si aspetta che quella pancia appena abbozzata debba rispondere, farsi sentire, protestare, magari.

Quando infine lo fa, si resta annichiliti, tanto quanto la protagonista, straniti e un po’ arresi. Ci si era immedesimati, credendoci, venendo delusi. Grande scrittura quella che ci trascina tanto dentro il libro da poter vivere le sensazioni dei personaggi.

In un momento in cui il dibattito sull’aborto è più che mai aperto ritrovare questo libro significa poter riflettere sulla nascita in sé, sulla vita come dono e come responsabilità, sui diritti di madri e nascituri, compenetrandosi in un’ottica nuova, dalla parte del più debole. Che, secondo me, è l’unica davvero importante.

  • grazia

    lettera a un bambino mai nato è un tragico monologo di una donna sola,ormai disinnamorata della vita. e un libro per tutte le donne che,nonostante le difficoltà,credono e forse sperano nei forti sentimenti e in una vita migliore,al di la delle prigioni immaginarie della propria esistenza.è un libro nel quale le parole ti tengono inchiodata,ti fanno prigioniera e non riesci a smettere di leggere………..

  • grazia

    lettera a un bambino mai nato è un tragico monologo di una donna sola,ormai disinnamorata della vita. e un libro per tutte le donne che,nonostante le difficoltà,credono e forse sperano nei forti sentimenti e in una vita migliore,al di la delle prigioni immaginarie della propria esistenza.è un libro nel quale le parole ti tengono inchiodata,ti fanno prigioniera e non riesci a smettere di leggere………..

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