La straordinaria normalità – La morte di Marx, Vassalli

Scritto da: il 08.10.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @EinaudiL’equazione normalità = banalità ha attraversato ed attraversa la mente di molti lettori e scrittori. C’è voluto La morte di Marx di Vassalli per ricordarmi che la normalità è in sé straordinaria, benché a volte si manifesti in modo banale.

Le tre parti della raccolta, Ciao Kafka, La morte di Marx e Dopotutto, è amore, affrontano tre grandi temi secondo la prospettiva della normalità.

Dalla famiglia che va in vacanza alla guardia giurata, l’autore in Ciao Kafka presenta un campionario delle piccole e grandi schizofrenie delle persone comuni, a partire dall’oggetto che, nel bene o nel male, le ha cambiate.

Illuminante, in questo senso, l’introduzione, che attraversa la storia di quel determinato oggetto, e la sua influenza in ogni epoca sugli sviluppi degli eventi. Avete capito di che invenzione si parla? Sì, è lei, l’automobile, il nostro guscio.

Che si tratti di Golf turbodiesel o di un autoarticolato, protagonista dei vari racconti è in qualche modo l’auto, pur se relegata spesso al ruolo di comparsa, silenziosa ma presente; presenza comunque declinata in tutte le forme possibili, da strumento a oggetto del desiderio.

Poi si passa alla sezione da cui prende il nome l’intero libro, La morte di Marx, di cui non saprei dire il filo conduttore effettivo quale sia, benché tutti i racconti abbiano in comune una polifonia di voci narranti, che a volte si intrecciano ed altre si contrappuntano.

Infine giunge Dopotutto, è amore in cui sette personaggi tracciano la storia del loro amore in una confessione esplicita, come ad un diario. Tutti iniziano con la stessa frase e tutti raccontano e si raccontano, giovani, vecchi, liberi o meno. Tutti, a loro modo, normali.

Lo stile è moderno e semplice, diverso dalla sua scrittura di storico; moderno e semplice, quindi adatto alla realtà che descrive, affronta i suoi temi tenendosi lontano dai falsi stupori o  dal puritanesimo, senza mai scadere, tuttavia, nella volgarità.

E per riprendere il tema della raccolta, direi che è diesel questo libro di Vassalli: parte lento e poi fila liscio fino alla fine, senza scatti o capricci. Guidate con prudenza.

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