La spartizione, Chiara

Scritto da: il 25.03.09
Articolo scritto da . Sono una mamma bionica e sono sposata con il marito platonicamente perfetto. Ho una casa senza isolamento acustico e cinque bambini molto rumorosi. Porto i capelli lunghi perché ho solo due mani. Sono nata per scrivere: me lo ripeto soprattutto mentre sconto il sacrificio di montagne di panni da stirare. Cucino discretamente e preparo dosi da battaglione. Ho un sogno nel cassetto: il Varese in serie A. Naturalmente i giocatori saranno tutti figli miei!

La spartizione - Piero ChiaraNon è facile recensire un libro che ha fatto molto parlare di sé a cominciare dalla trasposizione cinematografica: si rischia di scrivere delle ovvietà. La spartizione è il gioiello di Piero Chiara, anche se non fu certo per questo che Lattuada decise di cavarne l’ispirazione per il fortunatissimo Venga a prendere un caffè da noi, con mattatore nientemeno che Tognazzi. Il primo dei luoghi comuni su Chiara, infatti, era che di lui non si buttava via niente; ed era stato lo stesso romanziere luinese ad alimentarlo, consentendo che i suoi lavori divenissero ripetutamente soggetti cinematografici per il piccolo ed il grande schermo. E così, inevitabilmente, si scrisse in vita l’epitaffio da solo.

La trama del libro che esaminiamo oggi è davvero molto nota, proprio grazie alla fortuna della pellicola. La spartizione del titolo allude ad un goloso bottino, tre sorelle zitelle bruttacchione ma con dote cospicua, obiettivo di un passacarte di mezz’età, Emerenziano Paronzini, dalle oscure origini campagnole. Il ribaltamento dei ruoli, ossia il fatto che la materia da dividere diventerà in poco tempo il Paronzini, costituisce il clou della vicenda, l’evento straordinario su cui si magnetizza l’attenzione del lettore e si dipana il racconto.

L’argomento di per sé scabroso è trattato in chiave spassosissima. Da carnefice a vittima, sposando la più orrida delle tre sorelle Tettamanzi, il grigio e calcolatore funzionario non si aspetta di dover far la parte del marito di tutte e tre; di fatto rimane intrappolato nel gioco delle aspettative non solo delle coltissime sorelle ma anche e soprattutto in quello, molto più sottile e perfido, delle chiacchiere di paese, che gestiscono gli eventi in maniera subdola e decisiva.

Il mondo narrato nei romanzi di Chiara ben si presta ad essere messo in scena e La spartizione ne è un esempio fulgido. Sullo sfondo di una cittadina varesotta di frontiera, Luino, nel primo dopoguerra, oltre ai protagonisti si muove una coralità di personaggi che, carpiti nella loro quotidianità, colti nell’intimità dei loro pensieri rivelano l’altra faccia della moralità piccolo-borghese di provincia: tutti quanti elementi tipici della rappresentazione scenica.

Corredo indispensabile è l’ironia ariostesca dello scrittore. Il sorriso apparentemente distaccato specie nella narrazione del deforme e del grottesco è il tocco da regista, che dipinge la materia nelle sue multiformi, stravaganti sfaccettature, e che non perde mai di vista il filo del discorso. Lo sguardo d’insieme, nemmeno a dirlo, è obiettivo e straordinariamente moderno.

Lungi dall’essere superficialità, quindi –un luogo comune della critica duro a morire – le pennellate spesso impietose sull’animo umano, ma mai spietate assumono in Chiara una valenza boccaccesca, nel senso della rappresentazione divertita e naturalistica della commedia umana; allo stesso modo boccaccesca è decisamente la trama in questo e in diversi altri lavori dello scrittore luinese.

Mi sia consentito però un piccolo inciso: mai Chiara scade nella trivialità. Al contrario di alcuni scrittori contemporanei che si piccano di essere suoi emuli, la volgarità di situazioni e parole non fa parte del suo mondo e delle sue pagine tanto delicate quanto avvincenti, pur nell’espediente retorico largamente sfruttato della reticenza.

Certe descrizioni femminili sono così plastiche che paiono ologrammi. È così, ad esempio, per la metafora della puledra assomigliata a Tarsilla che affronta una strada in salita, e che ne evidenzia le stupende gambe: l’unica cosa degna di nota in questa donna nata con la forma e il colore di un’orribile melanzana, e anche la più avvenente delle tre, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno o la meno deforme, secondo l’ottica dell’autore. Ognuna delle tre donne possiede infatti una caratteristica fisica che la rappresenta e che è la sua ancora di salvezza: Tarsilla le gambe, Fortunata la capigliatura e Camilla le mani. “Tre particolari che neppure riuniti insieme in una sola delle tre sorelle sarebbero bastati a fare una bella donna, ma che presi a sé erano ciascuno una piccola meraviglia”.

Indimenticabili, poi, sono le nitide raffigurazioni paesaggistiche degli scorci lacustri o della ruralità di Valcuvia, terra di capre e di formaggi, di boschi e di magia. Pagine insuperate di amore per la mio meravigliosa terra, e purtroppo poco note alle antologie letterarie, non dico consumate dai lettori; ché, già, i varesotti si rammentano di Piero Chiara giusto una volta l’anno, in occasione dell’allestimento dell’omonimo premio letterario: ma se è valido l’adagio per cui nemo propheta in patria, forse fuori Varese è uno scrittore – e sottolineo scrittore – notissimo, e io son proprio qui a lamentarmi per niente.

Con l’altro grande romanziere varesino, Guido Morselli, che ad onor del vero non raggiunse mai la fama nemmeno in vita, Chiara condivide la lungimiranza. Solo un piccolo cameo: papà Mansueto Tettamanzi, a dispetto del nome, coltiva congiuntamente un amore insano per un orticello e per le sperimentazioni sulle sementi, da cui fa nascere frutti mostruosi, ed è una mania che influisce sulle sue “facoltà generative”. Ecco spiegato, nella preveggenza genetica dello scrittore, il mistero delle tre sorelle deformi. Una prospettiva fantascientifica ma straordinariamente lucida che si ritrova ad esempio nella “Roma senza papa” di Morselli: un lato affascinante e ad oggi totalmente inesplorato della narrativa di area bosina.

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ SFranz

    Bella e interessante. Certi autori – come io ho cercato di fare con Soldati – meriterebbero di essere riscoperti e riproposti. Certo, possono apparire datati ma questo non li sminuisce affatto.

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  • http://bosina.net Bosina

    Hai centrato il problema! Ti ringrazio di cuore. Allora a presto, e mi raccomando, teniamo fede ai propositi!

  • http://bosina.net Bosina

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