Quando intorno a me c’è chi magnifica un autore (diciamo a livelli da fan) mi trovo sempre in difficoltà e procrastino la lettura il più possibile: ho paura di non trovare il libro così interessante come mi è stato descritto e di deludere chi mi è caro. Per questa volta mi sono salvata, perché non è difficile apprezzare Francesco Dimitri, e leggendo La ragazza dei miei sogni posso dire al suo fan che è davvero talentuoso, questo coetaneo immaginauta.
Uno dei punti di forza, quando si scrive una storia dell’orrore, è riuscire a evocare sensazioni raggelanti da ambientazioni tutto sommato conosciute, illuminare le piccole cose quotidiane da un’angolazione misteriosa e oscura. Dimitri ci riesce benissimo, trasformando Roma in un perfetto scenario per il suo incubo.
Il protagonista, infatti, vive e lavora lì, nella più banale tranquillità delle sue occupazioni, famiglia, studio, lavoro. Forse è una vita un po’ sfigata, senza veri rapporti umani – esclusa la sorellina di appena sette anni – e permeata di grande goffaggine, un amore non corrisposto e un po’ di sfruttamento da chi gli sta intorno. Decisamente un personaggio con cui identificarsi poco, almeno all’inizio.
Man mano che la narrazione procede ci ritroviamo invischiati nei suoi sogni e nel loro realizzarsi: l’incontro con una ragazza meravigliosa che ha occhi solo per lui, le coincidenze e le casualità che sembrano complottare per la sua felicità e una quantità di piccoli inspiegabili eventi. Il tutto, però, comincia ad assumere un aspetto sinistro finché una serie di morti non porterà il nostro protagonista a dubitare della propria sanità mentale e ad accettare la presenza di un mondo magico che si interseca con la realtà che conosce.
L’autore riesce a rendere moderna e credibile la figura del mago e a raccontare il tutto con uno stile pulito, essenziale: non c’è posto per il barocco nella sua scrittura. È solo la grande abilità narrativa a rendere l’atmosfera gotica e creare suspense, ma soprattutto a dare credibilità a ciò che, per sua natura, non ne ha. La lettura procede spedita e la curiosità fa andare al galoppo, specialmente nell’ultima parte, anche se – vi avviso – non tutti gli enigmi avranno soluzione.
Un buon libro per chi non crede al caso e al “troppo bello per essere vero”. E per chi diffida del fantastico: sarà una piacevole sorpresa.
Nooo, Liviaaaaa….mi hai levato la recensione di bocca!!! XD Che faccio, devo prenotare per poter scrivere quella di Alice? (prossima fatica del Dimitri):)
Bello questo libro!