La Prescelta. Maria Maddalena, Friedriksson

Scritto da: il 24.11.09
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

la presceltaSe siete fan accaniti di Dan Brown e del Codice da Vinci sarebbe forse meglio che passaste oltre. Non perché io nutra avversione verso il celebre scrittore americano, quanto perché – per mia sfortuna – mi è capitato di leggere il suo best seller e La Prescelta di Marianne Friedriksson più o meno nel solito periodo e, dal confronto, il primo ne esce con le ossa rotte.

Forse, il paragone è ingiusto in partenza: mentre Dan Brown ci propone una storia di azione in puro stile “pop corn & Vangelo”, l’autrice svedese esplora la vita di una donna straordinaria calandola nella sua realtà sociale e congiungendo magistralmente il romanzesco con la storia. L’unico punto di incontro tra le due opere è il presupposto secondo cui Gesù Cristo avrebbe avuto in realtà una compagna e avrebbe affidato a lei e non a Pietro il compito di portare avanti il Suo messaggio.

I personaggi della Friedriksson hanno una rara tridimensionalità ed allo stesso tempo – pur mantenendo alcune caratteristiche tradizionali – si discostano dallo stereotipo a cui i testi sacri ci hanno abituati.

Maria è figlia di uno stupro e perpetrato da un soldato di ventura su una donna palestinese, perciò nasce con la “maledizione” di avere degli splendidi capelli ramati. La sua bellezza è un vero problema, finché non viene adottata da una raffinata donna di origine greca che gestisce una piccola comunità in cui le ragazze sono considerate prostitute perché non disdegnano il sesso, ma crescono invece con una libertà molto maggiore rispetto alla realtà del tempo.

Un giorno questa fanciulla così particolare incontra un giovane maestro. Costui ha già un discreto seguito in Galilea, ma in un primo tempo le sembra uno dei tanti sedicenti profeti che infestano la regione. In questo Gesù, però, c’è qualcosa di diverso, un amore sconfinato per la vita e la capacità di osservare tutto con gli occhi innocenti di un bambino. Maria gli insegna l’amore fisico e lui la abbaglia con il suo fulgore che è umanissimo ma, per qualche verso, non lo è.

La ragazza lascia tutto per lui e lo segue attraverso la Palestina, è depositaria della sua divina saggezza e – verso la fine – le viene raccomandato di portare nel mondo il suo messaggio. Ma qui subentra la realtà dell’epoca in cui le donne erano sottomesse a leggi maschiliste e la voce di Maddalena viene soffocata dalle imposizioni di Pietro e Paolo che a loro modo raccolgono il messaggio del Cristo stravolgendolo nel modo che è arrivato fino a noi con la chiesa attuale.

Questo libro condensa in sé l’affresco storico, il romanzo sentimentale e, specie nel finale, una denuncia nemmeno troppo celata al maschilismo clericale e all’immobilità della Chiesa che, non tenendo conto dell’elemento femminile, invece di diventare cuore della società ha finito per volerla dominare con la forza e, in determinati casi, con la violenza. Il contrario di quanto predicato da Gesù.

L’argomento, per la sua delicatezza, era difficile da trattare senza scadere nel “pettegolezzo storico” come invece è capitato a Dan Brown. La Friedriksson ci riesce, evitando i particolari pruriginosi e delineando invece una bellissima storia d’amore in cui Gesù risplende di un’umanità tenera ed insieme remota, capace di commuovere.

Il linguaggio è raffinato, ma non difficile: piuttosto sembra volersi intonare ad un tema importante, pur senza troppi fronzoli che avrebbero rischiato di far scadere l’elemento romantico nel lezioso.

L’impressione generale che si ha del libro è di aver appena terminato una lettura appassionante, stimolante perché portatrice di domande piuttosto che di risposte. Domande sulla propria fede, sulla natura delle nostre credenze e tradizioni e sull’amore che tutti, in un modo o nell’altro, siamo qui per vivere.

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