La lettrice bugiarda, Barry

Scritto da: il 21.04.10
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Una delle cose da cui mi faccio irretire, quando giro a caso in libreria, sono quei libri divenuti casi letterari grazie al passaparola dei lettori. Qualche volta, durante questi acquisti impulsivi, sono incappata in sonore cantonate; altre, come con l’ormai best seller di Brunonia Barry, mi è capitato di fare un ottimo acquisto.

La lettrice bugiarda è Sophya Whitney, detta Towner: a Salem, nel Massachusetts, tutte le donne della sua famiglia leggono il futuro nel pizzo, ma lei si è sottratta al destino dietro il dono fuggendo dopo il suicidio della sorella gemella.

Per anni Towner rimane in bilico tra ragione e follia, incapace di elaborare davvero il suo lutto nonostante sia difficile pensare a un luogo più lontano dal New England dell’assolata California dove ormai vive. Ha tagliato i ponti con la sua intera famiglia e il suo passato, ma un giorno deve fare di nuovo i conti con entrambi: l’amata nonna Eva è scomparsa nel nulla senza lasciare traccia e Towner è costretta a tornare a Salem per far fronte alla difficile eredità che le è stata lasciata…

Devo dire che i motivi per cui questo libro mi è piaciuto non sono gli stessi che ho trovato nelle recensioni appassionate, americane e non, lette perlopiù in Internet: “il finale sorprendente” si è fatto intuire a poche decine di pagine dalla fine, perché per sfortuna dell’autrice il meccanismo da lei utilizzato mi era già noto e non ho trovato il “ritmo così incalzante da non lasciare respiro”, tutt’altro… la narrazione condotta con eleganza fa venire voglia di leggerselo con calma, per goderselo a fondo.

Alla fine, lo avrete già capito, nonostante il finale intuito ho chiuso la lettura senza nessun pizzico di delusione perché la Barry ci racconta una storia comunque molto fantasiosa con uno stile originale eppure non ricercato, che mi ha sorpreso piacevolmente in una scrittrice pare esordiente. I personaggi, mai banali e ancor meno stereotipati, sono resi con grande acume e tutta l’ambientazione, che aleggia intorno alla “cittadina delle streghe” di Salem, è pervasa da un tocco di misticismo che dà sapore al tutto: nonostante la stessa Barry infatti, per bocca della sua protagonista, sottolinei che la nomea del piccolo centro è tutta un’ invenzione turistica moderna, pure in essa troviamo lettrici del futuro, streghe moderne, vere o presunte che siano, e fanatici religiosi-purtroppo quelli molto reali.

Nel complesso una storia appassionante e godibile, scritta davvero bene, con un’evoluzione che mantiene in parte le sue premesse e piacerà a chi vuole leggere qualcosa fuori dai soliti schemi.

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