La grammatica di Dio, Benni

Scritto da: il 22.04.10
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Avevo paura che mi deludesse. Erano almeno un paio d’anni che rimandavo la lettura della Grammatica di Dio, perché amo Stefano Benni ma alcune delle ultime cose mi avevano lasciato un poco perplesso.

Qui invece abbiamo una (bella, molto bella) raccolta di racconti a tema: “storie di solitudine e allegria” recita il sottotitolo. E se è vero che la solitudine è di fatto il fil rouge che corre lungo tutte le pagine del libro e che accomuna tutti i personaggi, è altrettanto vero che di allegria non ce n’è poi molta.

La scrittura di Benni, pur sempre brillante e viva, si fa in questo libro quanto mai intrisa di malinconia e di colori plumbei. Affiora un umore cupo solo raramente squarciato dai lampi di geniale umorismo che percorrevano, tanto per dire, Il bar sotto il mare.

Perché quando questi momenti di irrefrenabile comicità anche in questo volume trovano spazio sono a mio avviso sempre i momenti migliori. Certo non manca comunque la grande capacità di Benni di essere scrittore poetico, incantatore, maestro di amara ironia e di osservatore spietato della realtà e della società italiane.

E soprattutto non manca la sua consueta galleria di personaggi meravigliosamente sospesi fra il fantastico e il reale: il triste signor Remo e il suo cane Boomerang, l’Orco Francis e il porno vampiro Geko Godiva, il leggendario terzino Poldo che per primo si avventurò nella metà campo avversaria, il malinconico ladro Sospiro, Frate Zitto e la giovane strega Berenice. Tutti soli, tutti per vari motivi a sperimentare la condizione umana (e non) dell’isolamento, chi per sventura, chi per vecchiaia, chi per diversità, per crudeltà, per paura.

Un’umanità in bilico fra magia e crudeltà, dove trovano posto animali parlanti, spiriti del fuoco, ma anche i mostri  veri del nostro quotidiano: l’indifferenza, l’inganno, il potere, e gli uomini che se ne servono.

Insomma un libro da leggere, magari in compagnia di un calice di Torcolato che ne stemperi la serpeggiante amarezza, e che ne faccia invece apprezzare tutta la poesia e la sogghignante obliqua genialità.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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