La donna in nero, Hill

Scritto da: il 20.01.10
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

donna in neroLeggere La donna in nero di Susan Hill è come fare un tuffo all’indietro nel tempo: il libro è stato scritto una ventina di anni fa, ma sembra a tutti gli effetti un romanzo gotico del diciannovesimo secolo.

Anche se capita di trovare il libro nello scaffale horror accanto ai romanzi moderni, è infatti una classicissima ghost story dal sapore antico, che sembra appartenere alla tradizione anglosassone dei bei tempi andati.

Susan Hill, di certo volutamente, si discosta da ogni riferimento moderno: si potrebbe prendere in mano il suo libro certi di leggere qualcosa scritto un secolo prima e non faremmo una piega, anche una certa pomposità stilistica è propria di tempi meno recenti.

Ma veniamo alla trama. Con un congegno narrativo molto in voga nel passato, il vecchio avvocato londinese Arthur Kipps racconta in prima persona ai lettori cosa gli accadde tanti anni prima: l’incontro con una misteriosa e evanescente donna in nero, che sconvolse la sua vita.

Il giovane Arthur viene spedito dal suo studio legale al villaggio di Crythin Gifford a fare ordine tra gli averi della deceduta mrs Drablow. La vecchia e quantomeno eccentrica cliente dello studio viveva da reclusa nell’inquietante Eel Marsh House, austera dimora in mezzo alle paludi che circondano il piccolo paese: quando la marea sale le acqua salmastre isolano la sinistra casa da ogni contatto con il mondo esterno.

Il giovane decide, contro ogni parere della gente del villaggio, di fermarsi a dormire nella casa, per poter sbrigare più celermente il noioso smistamento delle carte lasciate dalla defunta. Ovviamente, come da copione, la decisione presa avrà esiti infausti…

Dal libro, ormai un classico della letteratura inglese, è stata anche tratta una pièce teatrale di successo, in scena a Londra al Fortune Theatre in maniera ininterrotta da ben ventun anni. Se il teatro vi appassiona, vi lascio il link dove potrete trovare tutte le informazioni al riguardo.

A chi consiglio il libro? A chiunque ami lenzuola bianche e catene tintinnanti, ma con alcune premesse: sarebbe meglio avere a disposizione una fredda giornata invernale, una di quelle con il tempo che non invita a uscire. Magari con un caminetto acceso, una poltrona comoda e un plaid sulle ginocchia. Ecco… in una situazione così, questa potrebbe essere la lettura adatta a farvi compagnia, ma solo se non vi spaventate facilmente!

  • Carlo Lo Re

    Bhè, ma è di Polillo Editore, una garanzia di giallo/horror/gotico/noir di assoluta qualità … La serie di racconti “Delitti di Natale” è a mio sommesso avviso il top di questa raffinatissima casa editrice, uno dei gioielli della nostra editoria …

  • Carlo Lo Re

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