La crociata dei bambini – Mattatoio n.5, Vonnegut

Scritto da: il 15.09.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @Feltrinelli editoreLa seconda guerra mondiale ha prodotto un gran numero di riflessioni, saggi, racconti. Alcuni, come Se questo è un uomo, fedeli alla memoria del vissuto, altri, come Mattatoio n.5, più letterari e romanzati; tutti pervasi dallo stesso desiderio di ricordare, ammonire, esorcizzare.

Anche Vonnegut ha subito la guerra, non da ebreo ma da alleato, benché prigioniero dei tedeschi; durante quella prigionia ha vissuto il bombardamento di Dresda, cardine della sua narrazione. Aveva appena ventidue anni.

Da ciò si potrebbe pensare che abbia origine  il sottotitolo del romanzo (la cui genesi, in realtà diversa, è spiegata nell’incipit); risulta comunque quantomai espressivo: La crociata dei bambini infatti contiene sia un riferimento all’evento storico del 1200, sia al vero aspetto della guerra, decisa dagli adulti e combattuta dai fanciulli.

Appena diciottenni, con ancora la barba a chiazze, senza aver visto mondo, sono i ragazzi, spauriti, spaesati, infantili, ad andare al fronte con l’incoscienza e la spavalderia proprie della loro età. Salvo poi ritrovarsi confusi nel bel mezzo di una vera guerra, dove eroismo, stupidità e crudeltà vanno di pari passo.

Vonnegut sceglie di raccontare la sua storia in modo non lineare, attraverso la figura simbolica di Billy Pilgrim, col suo nome da eterno ragazzo. Come protagonista sembra quasi autistico, non attraversa la sua storia ma ne è attraversato.

Sembra quasi un osservatore distaccato, intercala costantemente “Così e la vita” a fronte di qualsiasi situazione in cui si ritrovi, posseduto da un fatalismo che non gli permette di agire. Ed è a Billy Pilgrim che sembra mancare la fiducia nel libero arbitrio.

La narrazione procede alternando prolessi e analessi (flashforward e flashback) secondo un modello innovativo: non è il narratore a spostare la linea temporale ma il personaggio, che rivive all’interno di se stesso momenti diversi della sua vita, in un caleidoscopio senza apparente filo logico.

Questo filo sarà abilmente condotto durante il romanzo in modo da formare un disegno apprezzabile solo al termine della lettura, lasciando al contempo una insolita libertà interpretativa.

Restano, storia nella Storia, il cratere lunare di Dresda calpestata, il mattatoio e lo zoo, condizioni umane e disumane, immortalati con rara lucidità. O forse rara follia.

  • http://troppogiovane.spaces.live.com/ Francesca Piccolo

    Signora Caym,
    sono Francesca e spero ti ricordi ancora di me.
    Questo pomeriggio ho incontrato tua madre ad una cerimonia e mi ha dato un indirizzo per rintracciarti.
    felice di riavere tue notizie..
    da oggi hai la mia email.
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    Fra

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