La bibliotecaria, Ciccarone

Scritto da: il 14.07.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @FanucciLa bibliotecaria è finalmente arrivato alla mia scrivania. Accuse, chiacchiere ed altro attendono conferme, quindi intanto lo leggo come libro a sé, non in relazione a Firmino. Anche se.
Anche se un dato mi impensierisce: non è una ristampa ma una riedizione, con cambiamenti apportati dall’autore e, a quanto capisco, immagini aggiunte in questo 2008 e non appartenenti alla versione originale del 2000.

Mi chiedo il perché del nuovo editing, e dell’aggiunta delle illustrazioni che accentuano la somiglianza con il libro incriminato.

Marta la tarma, con un gioco di anagrammi usato dall’autore, vive nella libreria privata di un napoletano, con cui ingaggia una vera e propria battaglia, in un carosello vorticoso di citazioni, alcune facili, altre meno. In effetti risulta un po’ spaesante, considerata la densità dei richiami e l’oggettiva improbabilità che si conoscano tutti. Ma pian piano, dopo l’orgia iniziale, le citazioni scemano, riequilibrando il contenuto.

I personaggi sono i più disparati: dalla farsesca zecca, caricatura di pulcinella, ai millepiedi progettati da minuscoli bioingegneri, dal cane odiato all’odiato e riabilitato umano Leggilibri. Anche in questo caso, come per le citazioni, ogni capitolo introduce nuovi caratteri, nuovi incontri fino ad arrivare all’incontro clou, quello dell’anima affine.

L’intento è satirico, attraverso personaggi necessariamente sui generis quali gli scarafaggi inglesi (giustappunto i Beetles-Beatles), l’autore alimenta una polemica con l’uomo quale distruttore dell’ecosistema; l’immondizia, l’assurdità di certa politica, la rivoluzione, tutto è vissuto da occhi microscopici di molte specie.

Lo stile passa da fiorito, arzigogolato, con un gusto della parola quasi ottocentesco, a quello della prosa moderna, diretta e qualche volta outrée. La lingua è ridondante e da uso di una moltitudine di aggettivi, spezzando il ritmo narrativo; spesso inoltre ricorre a stereotipi funzionali, e a giochi di parole (eri morta, marta, morta!) un po’ autocompiaciuti.

Nel complesso un editing maggiore avrebbe reso il libro più snello e sicuramente più leggibile, ma sono convinta che, per argomento e vivacità, molti sapranno apprezzarlo meglio di quanto io non riesca, a dispetto della mia fede ecologista. Una chicca per i futuri lettori: la bibliotecaria del titolo non è Marta la tarma.

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  • Monica

    Ho letto i vari commenti al romanzo di Claudio Ciccarone – La Bibliotecaria – e da buona lettrice e libraia attenta non comprendo i motivi di un tale accanimento nei confronti di un libro così gradevole, che riesce ad alternare con estrema eleganza e naturalezza situazioni rocambolesche ed esilaranti e momenti di profonda ricerca interiore. Non credo sia giusto criticare così duramente un meritevole lavoro letterario di un nostro autore solo perchè si sono ravvisati (a mio avviso a giusta ragione) e resi pubblici gli elementi di plagio contro il “caso letterario” del momento!
    Per quanto mi riguarda posso solo dire di aver apprezzato molto La Bibliotecaria e, viste le copie vendute nella mia piccola libreria e i commenti che mi sono pervenuti da chi le ha acquistate, ritengo di non essere fortunatamente la sola a pensarla così.

  • Monica

    Ho letto i vari commenti al romanzo di Claudio Ciccarone – La Bibliotecaria – e da buona lettrice e libraia attenta non comprendo i motivi di un tale accanimento nei confronti di un libro così gradevole, che riesce ad alternare con estrema eleganza e naturalezza situazioni rocambolesche ed esilaranti e momenti di profonda ricerca interiore. Non credo sia giusto criticare così duramente un meritevole lavoro letterario di un nostro autore solo perchè si sono ravvisati (a mio avviso a giusta ragione) e resi pubblici gli elementi di plagio contro il “caso letterario” del momento!
    Per quanto mi riguarda posso solo dire di aver apprezzato molto La Bibliotecaria e, viste le copie vendute nella mia piccola libreria e i commenti che mi sono pervenuti da chi le ha acquistate, ritengo di non essere fortunatamente la sola a pensarla così.

  • francesca

    sono perfettamente daccordo con la libraia Monica .Trovo che “La bibliotecaria” sia un libro “geniale” ,pieno di brio e di sfumature saporose,; mentre perdonatemi il libro di Firmino mi ha annoiata a morte!Ora al di fuori di tutto ,per me nn c è alcun paragone tra i 2 ,e il plagio è evidente !

  • francesca

    sono perfettamente daccordo con la libraia Monica .Trovo che “La bibliotecaria” sia un libro “geniale” ,pieno di brio e di sfumature saporose,; mentre perdonatemi il libro di Firmino mi ha annoiata a morte!Ora al di fuori di tutto ,per me nn c è alcun paragone tra i 2 ,e il plagio è evidente !

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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