La ballata di John Reddy Heart, Oates

Scritto da: il 25.11.09
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

ballata di John ReddyL’estate del 1967 rimarrà nella memoria collettiva per molto tempo a Willowsville, piccola cittadina nello Stato di New York. È una torrida giornata di luglio quando il giovane John Reddy , di soli 11 anni, arriva nella città con i suoi strambi parenti al seguito, guidando lui stesso la vecchia Cadillac Bel-Air, seduto su diverse guide del telefono per riuscire a vedere oltre il parabrezza.

La Willowsville del romanzo La ballata di John Reddy Heart di Joyce Carol Oates assomiglia a molte altre cittadine americane della Costa Atlantica di quegli anni: l’arrivo degli originali Heart crea un’inevitabile subbuglio e molti mormorii tra i nuclei familiari del luogo, benestanti ma un po’ bigotti.

Tanto per cominciare provengono da Las Vegas, The Sin City.
Poi la mamma di John è troppo bella. E dov’è suo marito, il padre dei tre bambini? I due più piccoli poi, sembrano animaletti selvatici e ritrosi.
Che dire di nonno Aaron, un personaggio un po’ alienato dalla vita vera, con qualche rotella, sospetta la brava gente di Willowsville, decisamente fuori posto.

E poi c’è Johnny.

“Nella cittadina di Willowsville (…) vi fu un tempo in cui ogni ragazza tra i dodici e i vent’anni (e molte altre in segreto) era innamorata di John Reddy Heart. John Reddy fu il nostro primo amore. E il primo amore non si scorda mai.”

Il giovane con il suo aspetto un po’ da zingaro e un po’ da indiano, che sembra più vecchio della sua età, getta nello scompiglio le ragazze del piccolo centro, inserendosi con violenza nei sogni adolescenziali e non di ognuna di loro. Anche i ragazzi ne subiscono il fascino, fatto di uno schietto senso di inadeguatezza che non diventa quasi mai velenosa invidia (perché lui è troppo gentile con ognuno di loro).

Questi ragazzi di buona famiglia, con tracciato davanti a loro un futuro cosparso di lustrini, subiscono l’inevitabile fascino dell’outsider. John è bello e all’apparenza dannato: dietro al suo totale disinteresse per qualsiasi ragazza della scuola, al suo reale senso di cameratismo verso i suoi compagni che non diventa mai confidenza vera, sembrano nascondersi turpi segreti che non possono che celare una vita affascinante.

Neanche il fattaccio che un giorno si abbatte su di lui sembra scuotere alla fondamenta il sogno adolescenziale ormai collettivo: l’amante della madre di John viene assassinato nella camera da letto della donna e John viene accusato dell’omicidio. Dopo una spietata e molto mediatica caccia all’uomo tra le montagne intorno a Buffalo finisce in prigione ma, come spesso accade, questo non fa che accrescere la sua fama: anche se non tornerà più nella piccola cittadina, il ragazzo si trasfigurerà in un mito che per molto tempo rimarrà nei sogni innamorati di molte donne e in quelli ammirati di molti uomini, arrivando ad ispirare la canzone di un gruppo rock ed uno sceneggiato televisivo.

Solo molti anni dopo capiremo, incontrando un John Reddy adulto, come questa fama non fu da lui voluta né tanto meno capita fino in fondo: in un certo senso lui ne fu vittima esattamente come tutti gli altri.

Da leggere se amate la letteratura americana di ampio respiro: prendete una bella boccata d’aria e… via.

  • Sfranz

    Prima o poi devo leggere qualcosa della Oates. E’ stata proposta anche per il Nobel. Hai letto qualcosa della Munro (Alice)? Si possono far dei paragoni, delle differenze?

  • Sfranz

    Prima o poi devo leggere qualcosa della Oates. E’ stata proposta anche per il Nobel. Hai letto qualcosa della Munro (Alice)? Si possono far dei paragoni, delle differenze?

  • http://liblog.blogdo.net Only

    @ Sfranz:
    Purtroppo non ho mai letto la Munro. Ma se devo pagaronare la Oates a qualcuno, mi viene il mente Jonathan Coe…non so se hai mai letto qualcosa di suo.:)

  • http://liblog.blogdo.net Only

    @ Sfranz:
    Purtroppo non ho mai letto la Munro. Ma se devo pagaronare la Oates a qualcuno, mi viene il mente Jonathan Coe…non so se hai mai letto qualcosa di suo.:)

  • Sfranz

    @ Only:
    No, visti tanti romanzi suoi in libreria ma né letti né acquistati alcuno.. La Munto mi ha incuriosito: potenza delle quarte di copertina! Ma ho tanti libri che potrei disertare le librerie per decenni e invece, quale lupo libresco, non perdo né il vizio né il pelo.

  • Sfranz

    @ Only:
    No, visti tanti romanzi suoi in libreria ma né letti né acquistati alcuno.. La Munto mi ha incuriosito: potenza delle quarte di copertina! Ma ho tanti libri che potrei disertare le librerie per decenni e invece, quale lupo libresco, non perdo né il vizio né il pelo.

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    @ Sfranz:
    Eh, gran brutto animale il lupo libresco. Anche io appartengo a quella razza: giusto quest’anno sono stata costretta a comprare una nuova tana…pardon, volevo dire una nuova libreria.:)

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    @ Sfranz:
    Eh, gran brutto animale il lupo libresco. Anche io appartengo a quella razza: giusto quest’anno sono stata costretta a comprare una nuova tana…pardon, volevo dire una nuova libreria.:)

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