In Villa, Maugham

Scritto da: il 18.11.09
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

in villaIn Villa è una di quelle chicche che finiscono in libreria quando una casa editrice come Adelphi decide di avviare la pubblicazione dell’opera completa di un autore di qualche decennio fa: ci si ritrova così tra le mani titoli poco conosciuti, magari mai editi prima che si rivelano della autentiche sorprese.

Per fortuna (almeno mia, perché è un scrittore che amo molto) nei piani della celebre casa editrice è finito anche William Somerset Maugham, ed è così che, accanto alle sue opere più famose delle quali la ristampa non è mai cessata, nel 1999 è apparso in Italia questo piccolo romanzo di oltre cinquant’anni prima.

Siamo a Firenze e Maugham utilizza uno schema che si ripete, preciso, in tanta letteratura anglosassone del periodo: abbiamo un gruppo di inglesi che coltiva chiuso come un’ostrica le sue abitudini d’oltremanica e abbiamo gli italiani e l’Italia. Entrambi come sempre sullo sfondo, sfuggenti come tutti i personaggi di puro contorno: nel caso dei primi relegati al solito ruolo di domestici o simili, in ogni caso di sottoposti, con buona pace di qualsiasi spirito di uguaglianza tra i popoli e nel caso della seconda… assurta al ruolo di probabile, vera indiziata.

Eh sì, perché il clima della nostra penisola, notoriamente molto diverso da quello della Gran Bretagna, sembra agire sugli inglesi minando il caratteristico aplomb: agli entusiasti ammiratori di Camera con Vista di Forster sa di già sentito, lo so, ma è quello che accade con molta classe anche in questo romanzo, non con tale evidenza e, in ogni caso, con sviluppi completamente diversi.

Così, nella Villa signorile che dà il titolo al romanzo, le cui terrazze guardano sulla cupola del Duomo di Firenze, un’estate calda e afosa sembra liberare delle inibizioni, rompere alcuni equilibri e consumarsi in un atto d’amore e poi di sangue che cambierà per sempre il corso della vita della giovane e bellissima Mary.

Un libro breve, dall’aspetto lezioso ma che più o meno a metà si rivelerà tutt’altro; allora lo definirete in vari modi, di sicuro non una lettura leggera, non fosse altro per l’atmosfera da tragedia greca che aleggia nella Villa e, soprattutto, nell’animo della non così prevedibile protagonista.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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