In morte di Turi, La Porta

Scritto da: il 17.06.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Oggi “esce” In morte di Turi. Onestà vuole che io premetta di essere una degli editori di questo libro. Infatti è il primo romanzo pubblicato dalla casa editrice di cui sono socia, insieme ai miei amici Salvo (il Grande Fondatore) detto Lazarus, Claudio (il nostro lasciapassare per il cielo), detto Guybrush, e Peppe (McGuyver è nessuno al suo confronto), detto Maneggio.

Banale ed ovvio che io e gli altri crediamo moltissimo nella bellezza di questo romanzo, altrimenti non l’avremmo pubblicato. Per questo lascio spazio al giudizio altrui per quel che riguarda il libro in sé. Chiunque lo abbia letto è invitato a postare il suo commento, positivo (si spera) o negativo (ottimo per migliorarsi).

Prossimamente troveremo un recensore “super-partes”.

  • Mushin

    Sono curioso di leggerlo. Giusto perché conosco l’autore (e il revisore). Sarò impietosissimo :P

  • http://liblog.bloglist.it/ livia

    A proposito, ovviamente doveva esserci un refuso e l’abbiamo trovato noi stessi, un minuto dopo aver ritirato le copie in tipografia.
    Che rabbia!!!

  • http://liblog.bloglist.it/ livia

    A proposito, ovviamente doveva esserci un refuso e l’abbiamo trovato noi stessi, un minuto dopo aver ritirato le copie in tipografia.
    Che rabbia!!!

  • http://www.villaggiomaori.it Lazarus

    Salve: premetto che non sono assolutamente l’autore, e l’omonimia di nickname e nome e cognome è un assurdo caso del destino.
    Mi è capitato tra le mani il libro dell’esimio Dottor Filosof 1Dan Banconist Idiot La Porta; e ne sono rimasto decisamente fulminato.
    Davvero: mai visto un libro tanto adatto alle mie esigenze morali e pratiche.
    La carta è un po’ ruvida, certo; e a lungo andare potrebbe danneggiare la pelle.
    Ma sono particolari: mi è stato utilissimo.
    Complimenti all’autore.

  • http://www.villaggiomaori.it Lazarus

    Salve: premetto che non sono assolutamente l’autore, e l’omonimia di nickname e nome e cognome è un assurdo caso del destino.
    Mi è capitato tra le mani il libro dell’esimio Dottor Filosof 1Dan Banconist Idiot La Porta; e ne sono rimasto decisamente fulminato.
    Davvero: mai visto un libro tanto adatto alle mie esigenze morali e pratiche.
    La carta è un po’ ruvida, certo; e a lungo andare potrebbe danneggiare la pelle.
    Ma sono particolari: mi è stato utilissimo.
    Complimenti all’autore.

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Beh speriamo che ce ne sia solo uno! Ad ogni modo il signor La Porta ha fatto un notevole salto in avanti con questo lavoro.

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Beh speriamo che ce ne sia solo uno! Ad ogni modo il signor La Porta ha fatto un notevole salto in avanti con questo lavoro.

  • http://www.villaggiomaori.it Lazarus

    Sono d’accordo: ha sbaragliato ogni altro competitor.
    Soprattutto il Rotolone Regina.

  • http://www.villaggiomaori.it Lazarus

    Sono d’accordo: ha sbaragliato ogni altro competitor.
    Soprattutto il Rotolone Regina.

  • rossa

    un grazie all’autore per il piacevole pomeriggio ke ho trascorso leggendo il libro.
    Una bella e scorrevole scrittura per un romanzo che entra nelle viscere di una terra tanta amata e tanta amara.
    Ke sia un grande inizio.
    COMPLIMENTIi

  • rossa

    un grazie all’autore per il piacevole pomeriggio ke ho trascorso leggendo il libro.
    Una bella e scorrevole scrittura per un romanzo che entra nelle viscere di una terra tanta amata e tanta amara.
    Ke sia un grande inizio.
    COMPLIMENTIi

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    L’ho comprato (anche se l’avevo già letto)!

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    L’ho comprato (anche se l’avevo già letto)!

  • http://www.myspace.com/accavallavacca etnagigante

    Non so quanto possa essere in linea con le scelte editoriali di questo blog, ma ho scritto un’unica recensione e l’ho riportata in diversi spazi virtuali, compreso questo. Mi scuso in anticipo se ho violato qualche regola.

    Questo romanzo breve del giovane e promettente La Porta ci fa conoscere i siciliani attraverso un concatenarsi di vicende. Se se è vero che l’idea della Sicilia sonnolente, indolente e avvezza al potere della politica e della meta-politica è ormai quasi un clichè, qui potete trovare anche i siciliani che non si arrendono mai, come quelli cantati dai Modena City Ramblers ne “La banda del sogno interrotto”. La trama si articola in scambi di persona, tanto che il primo Turi che si crede morto in realtà è un personaggio che sarebbe potuto nascere dalla penna di Pirandello, che aveva già inscenato la propria morte per sottrarsi alle ire di un padre geloso per l’onore della figla. Nella cittadina di Mineo tanti raccontano troppe storie per accorgersi di come vada avanti il paese, metafora di un modus operandi della politica in Sicilia negli ultimi decenni (o forse da quando esiste il diritto di voto). Ci sono nella storia sindacalisti severi col potere, ribelli sessantottini, satira sociale a più livelli, compreso quello scolastico e un certo amaro di fondo. La Porta conosce la sua terra e gli scrittori che l’hanno fatta conoscere e fa sentire, ogni tanto e in maniera lieve, il profumo del loro inchiostro. E’ un libro che mostra una voglia di andare contro corrente, “in direzione ostinata e contraria” come diceva De Andrè, grazie o a causa dell’amore che si prova per la propria terra. Forse a qualcuno potrà sembrare una storia troppo al maschile, la donna presente è solo accennata anche se è lei ad essere presente a fine romanzo; qualcuno potrà tentennare sulla scala temporale degli eventi e dei personaggi stessi; forse per la molteplicità delle storie concatenate l’autore avrebbe potuto scrivere molte più pagine. Ma resta uno spaccato di vecchia e nuova Sicilia, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Per i pignoli, come me, che hanno letto la prima stampa del romanzo, una rassicurazione sulla cura che la giovane casa editrice “Villaggio Maori Edizioni” avrà nell’editing. Un autore da tenere d’occhio.

  • http://www.myspace.com/accavallavacca etnagigante

    Non so quanto possa essere in linea con le scelte editoriali di questo blog, ma ho scritto un’unica recensione e l’ho riportata in diversi spazi virtuali, compreso questo. Mi scuso in anticipo se ho violato qualche regola.

    Questo romanzo breve del giovane e promettente La Porta ci fa conoscere i siciliani attraverso un concatenarsi di vicende. Se se è vero che l’idea della Sicilia sonnolente, indolente e avvezza al potere della politica e della meta-politica è ormai quasi un clichè, qui potete trovare anche i siciliani che non si arrendono mai, come quelli cantati dai Modena City Ramblers ne “La banda del sogno interrotto”. La trama si articola in scambi di persona, tanto che il primo Turi che si crede morto in realtà è un personaggio che sarebbe potuto nascere dalla penna di Pirandello, che aveva già inscenato la propria morte per sottrarsi alle ire di un padre geloso per l’onore della figla. Nella cittadina di Mineo tanti raccontano troppe storie per accorgersi di come vada avanti il paese, metafora di un modus operandi della politica in Sicilia negli ultimi decenni (o forse da quando esiste il diritto di voto). Ci sono nella storia sindacalisti severi col potere, ribelli sessantottini, satira sociale a più livelli, compreso quello scolastico e un certo amaro di fondo. La Porta conosce la sua terra e gli scrittori che l’hanno fatta conoscere e fa sentire, ogni tanto e in maniera lieve, il profumo del loro inchiostro. E’ un libro che mostra una voglia di andare contro corrente, “in direzione ostinata e contraria” come diceva De Andrè, grazie o a causa dell’amore che si prova per la propria terra. Forse a qualcuno potrà sembrare una storia troppo al maschile, la donna presente è solo accennata anche se è lei ad essere presente a fine romanzo; qualcuno potrà tentennare sulla scala temporale degli eventi e dei personaggi stessi; forse per la molteplicità delle storie concatenate l’autore avrebbe potuto scrivere molte più pagine. Ma resta uno spaccato di vecchia e nuova Sicilia, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti. Per i pignoli, come me, che hanno letto la prima stampa del romanzo, una rassicurazione sulla cura che la giovane casa editrice “Villaggio Maori Edizioni” avrà nell’editing. Un autore da tenere d’occhio.

  • Chiaralice

    Perchè definire questo libro pirandelliano?
    Perché effettivamente lo è!

    Quando ho letto il commento sul retro ho creduto di trovarmi davanti a un tentativo di attirare attenzione. Mi sembrava un’ esagerazione prendere a paragone il nostro celeberrimo conterraneo.
    Poi, a metà libro, ho capito che è una storia pirandelliana nel senso “filosofico” del termine.
    Ma non voglio anticiparvi nulla.

    Complimenti alla casa editrice che, non avendo timore di investire su autori giovani e ancora poco conosciuti, sembra aver vinto questa scommessa.
    Complimenti allo scrittore, Salvatore La Porta: tra le sue pagine si trovano tanta passione e tanto talento. Ha tutta la nostra ammirazione.

  • Chiaralice

    Perchè definire questo libro pirandelliano?
    Perché effettivamente lo è!

    Quando ho letto il commento sul retro ho creduto di trovarmi davanti a un tentativo di attirare attenzione. Mi sembrava un’ esagerazione prendere a paragone il nostro celeberrimo conterraneo.
    Poi, a metà libro, ho capito che è una storia pirandelliana nel senso “filosofico” del termine.
    Ma non voglio anticiparvi nulla.

    Complimenti alla casa editrice che, non avendo timore di investire su autori giovani e ancora poco conosciuti, sembra aver vinto questa scommessa.
    Complimenti allo scrittore, Salvatore La Porta: tra le sue pagine si trovano tanta passione e tanto talento. Ha tutta la nostra ammirazione.

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