Il venditore di passati, Agualusa

Scritto da: il 18.07.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @La nuova frontieraChi di noi non è mai stato tentato, in qualche fiera, di farsi stampare uno di quei fogli “araldici” con una finta genealogia derivata in modo improbabile dal cognome, giusto per sognare per qualche istante di appartenere a famiglie famose, antiche, storiche?
Beh, io confesso, ci penso sempre, ma poi mi dico che è meglio tenermi la mia genealogia intricata come solo quelle siciliane sanno essere.

Leggermente diverso è il mestiere del protagonista del romanzo di Agualusa, Il venditore di passati, che intesse genealogie fittizie ma verosimili e rispettabili per i suoi clienti che vogliono ripulire e patinare la propria storia familiare. Il lavoro è capillare, con ricostruzione di episodi talmente realistici da convincere alcuni clienti che siano veri.

Un lavoro compiuto da un uomo che è uno spettro, un “demone” in qualche modo, comunque un diverso. Accompagnato da un coprotagonista che non so proprio definire, e che incarna l’anima di un autore che amo molto, facendosi voce narrante di questa storia irreale e per questo credibile.

Comprimari sono due fotografi, una volta alla luce (rifacendosi all’archetipo etimologico del termine, phos e graphis, scrivere con la luce), l’altro all’ombra. Due fotografi che gravitano, ognuno col suo scopo, intorno al protagonista, ed i cui obiettivi si riveleranno congiunti.

Per una volta appartenere al sud del mondo è un vantaggio, nella lettura del libro: fa comprendere la scrittura che sa di ore di canicola, odori rotondi e roventi, respiro umido; una scrittura ammantata di quel buio ocra che chi non ha vissuto non sa vedere  (ma così ben reso in copertina).

La trama è originale, è costellata di sogni (e indizi per svelare l’identità del coprotagonista), ed è permeata di quegli argomenti che hanno reso celebre la narrativa sudamericana. Il che è un po’ strano, data l’ambientazione africana, come africano è il luogo di nascita dell’autore.

Un libro che è esso stesso onirico, quasi uno di quei sogni agitati che colgono quando ci si addormenta al sole.

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    Ciao Livia

    Ho scoperto questo romanzo meraviglioso grazie a questo tu post, senza il quale credo che difficilmente “il venditore di passati” mi sarebbe capitato tra le mani.

    E dato il tuo scopo (“E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando.”), mi pareva carino dirtelo e ringraziarti.

    ciao
    Angelo

  • http://alterminedelgiorno.blogspot.com Angelo

    Ciao Livia

    Ho scoperto questo romanzo meraviglioso grazie a questo tu post, senza il quale credo che difficilmente “il venditore di passati” mi sarebbe capitato tra le mani.

    E dato il tuo scopo (“E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando.”), mi pareva carino dirtelo e ringraziarti.

    ciao
    Angelo

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