Il vangelo secondo Biff (amico di infanzia di Gesù), Moore

Scritto da Elfo alle 07:50 del 22 Giugno 2010

Vangelo secondo biffOrmai ne sono convinta: Christopher Moore è un narratore di razza. Dopo Suck! e Tutta colpa dell’Angelo avevo qualche timore nell’avvicinarmi al Vangelo secondo Biff, amico di infanzia di Gesù perché trovo molto raro il saper far ridere con intelligenza su argomenti delicati come la religione. Questo libro è stato una piacevole sorpresa, perché mi aspettavo forse un livello di comicità molto più basso.

Non è così: sebbene l’irriverenza dell’autore non venga mai meno, per tutta la storia è mantenuto un rispetto di fondo che rende la lettura piacevole anche agli animi più sensibili.

Per ripercorrere la vita di Cristo, Moore introduce il personaggio di Levi, detto Biff, il suo migliore amico fin dalla prima infanzia: attraverso i suoi occhi ci vengono narrati gli episodi che tutti avremmo voluto sapere ma che nei vangeli canonici mancano inevitabilmente. Credo che tutti i credenti si siano domandati, prima o poi, che diamine avesse fatto Gesù nei trent’anni prima dell’inizio del suo ministero.

Moore costruisce su questo dubbio una storia fantastica di amicizia e di ricerca interiore, che si dipana ben oltre i confini della Galiela. Gesù e Biff, infatti, intraprendono un lungo viaggio per far sì che il Figlio di Dio possa istruirsi per preparare il suo Messaggio. Per far ciò, i due seguono le tracce dei Re Magi, noti come sapienti, e si trovano così a contatto con le realtà del Confucianesimo, del Taosimo, dell’Induismo.

Gesù è descritto con estremo rispetto, ma con un entusiasmo ed una carica tali che è impossibile non trovarlo simpatico, nonostante la lontananza dall’immagine canonica che ce lo mostra sempre un po’ – troppo – triste. Biff è la sua controparte terrena, quello che, per amicizia, si sobbarca il cosiddetto “lavoro sporco” per porre un rimedio all’estrema bontà dell’Agnello di Dio che rischia spesso e volentieri di cacciarlo nei guai.

Tra Biff e Gesù c’è solo una scheggia: Maddalena, detta Maddi, che in qualche modo fa innamorare entrambi e un po’ di entrambi si innamora. Benché lei scompaia per quasi tutta la parte centrale del libro (mentre Gesù è ad imparare il Kung fu e ad incontrare lo Yeti in Tibet), la sua presenza/assenza è il cardine fisso attorno a cui i pensieri dei due protagonisti sono incatenati.

La parte più toccante è senza dubbio quella della Passione, in cui Biff non riesce ad accettare la decisione di Gesù di sacrificarsi e tenta in tutti i modi di impedirglielo.

Gli spunti comici sono tantissimi, il linguaggio è spruzzato di ironia praticamente ad ogni riga, le trovate demenziali si sprecano: ritroviamo anche l’angelo Raziel, il più stupido del paradiso, colui che avevamo già incontrato nel racconto di Natale.

Probabilmente la verosimiglianza storica è lasciata un po’ in disparte (il Buddismo che io sappia non arrivò in Cina fino al 500 d.C.), ma l’avventura di Gesù e Biff è capace di catturare perché sprizza scintille, mescolando diversi generi in un amalgama appassionante e divertente che, anche quando varca la misura, mantiene sempre il tono dello scherzo e fa di questo libro una lettura adatta a chiunque voglia farsi due risate e qualche volta riflettere sui perché della propria fede.

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1 Commento to “Il vangelo secondo Biff (amico di infanzia di Gesù), Moore”

  1. Ayame il 1 Luglio 2010 alle 02:57 ha scritto:

    Me lo prenderò di sicuro. E tu, Elfo, leggiti ”Fool” di Moore :)

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