È opportuno avvertire subito che il titolo potrebbe trarre in inganno: non è un saggio, e sicuramente non è un testo che abbia l’intenzione di essere sacro; d’altra parte però, non è nemmeno un romanzo blasfemo o critico. Esaurite le definizioni di ciò che non è, passiamo a ciò che invece è Il Vangelo della Maddalena, di David Niall Wilson, ovvero un dark fantasy (come lo definisce il suo autore) che prende spunto dalla narrazione più famosa al mondo, la Bibbia, appunto.
Non è facile per credenti, ma neanche per i laici e gli agnostici, cresciuti in uno stato permeato di cultura cattolica, riuscire a immaginare i protagonisti degli episodi biblici come personaggi di una storia (vera o inventata non ha importanza); riusciti però a superare l’impatto iniziale, e aiutati in questo dalla magnifica prefazione, si cominciano a valutare le immense potenzialità di una scelta di personaggi intrisi di mito.
La storia, raccontata in forma di memoria, è quella di due personaggi trascurati dai libri sacri del canone: Maria Maddalena e Giuda. Ovviamente rivisitata attraverso la chiave di lettura del personaggio horror per eccellenza, il vampiro, qui coi suoi attributi classici (una certa fotosensibilità, una pulsione oscura e, naturalmente, il bisogno di banchettare con sangue vivo).
La parte però più sanguinolenta e più marcatamente horror è in realtà poca e anche la categoria di dark fantasy non rende giustizia al testo: ampio spazio è lasciato al dissidio interiore di Maria, creatura dell’oscurità che prova un’attrazione fisica, morale e mistica verso la figura di Gesù e la sua luce interiore; è un conflitto che occupa gran parte dei pensieri e delle riflessioni del romanzo.
Il punto di vista è più cristiano di quanto si possa immaginare; solo coloro che sono lontani dalla luce e la desiderano ardentemente possono arrivare a comprenderne la portata. Da questa prospettiva, unita alla parte fantasy della Maddalena vampirica, si riesaminano gli ultimi anni di vita del Figlio di Dio, e di tanto in tanto ripercorrono anche la storia di Lucifero e di Lilith, ancestrali rappresentazioni di perdizione e male.
Nonostante la connotazione fantastica si percepisce nel romanzo non solo una buona conoscenza dell’impianto storico e tradizionale ma anche una certa tensione mistica: è una storia che parla di desiderio di redenzione, di speranza, di demoni interiori e di amore divino. A rendere il tutto piacevole una scrittura molto densa, significativa e accurata, uno stile che scorre fluido nella sua ricchezza.
Un libro affascinante, adatto a tutti quelli che sanno sganciare la propria mente dalla tradizione per ascoltare una storia diversa, possibile e impossibile nel suo essere immaginaria.
Sembra sicuramente interessante, purtroppo non mi riesce di vedere in questi libri con questi titoli e queste tematiche qualcosa di diverso da un ruffiano richiamo al Codice di Vinci… sarà un limite mio, eh
Ciao!
In effetti il titolo originale è La tentazione del sangue, e mi sembra più rispondente al testo, anche perché Dan Brown c’entra davvero poco!