Il teorema del pappagallo, Guedj

Scritto da: il 01.07.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @TealibriUn romanzo di formazione con un protagonista anziano è quantomeno insolito. Eppure se si accetta la definizione di “genere letterario che guarda all’evoluzione del personaggio verso la maturità e l’età adulta, nonché alla sua origine storica allo scopo di promuoverne l’integrazione sociale” (Wikipedia), bisogna proprio inserire Il teorema del Pappagallo in questo genere.

Quello che Guedj propone è un vero e proprio percorso di scoperta della matematica, dai suoi albori ai giorni nostri, in forma di romanzo. In questo modo riesce a traslare l’interesse per la trama, formulata come un giallo, verso l’interesse per la scienza che della trama è reale fulcro.

Il pretesto è il fortunoso arrivo, nella libreria del protagonista, dei maggiori testi antichi riguardo la scienza dei numeri, accomapgnati da due lettere misteriose e cariche di significati nascosti. Egli, da buon libraio e bibliofilo, comincia a chiedersi quale sia la struttura da dare alla “BDF” (Biblioteca della Foresta, il nome dato alla collezione). Da lì, prima come mero desiderio di catalogazione e poi come necessità per svelare il nostro giallo, inizia lo studio dell’argomento dei volumi.

In questo studio condividiamo le stesse sorprese dei personaggi, sulla prima donna matematica, ad esempio, sul destino finemente intessuto di biblioteche e studi scientifici, sull’origine delle cifre (che, come detto in passato, è indiana), sulle congetture.
E finalmente torniamo a respirare un’aria vitale, una scienza, non solo del numero, quale storia di come il pensiero umano ha saputo organizzarsi e riorganizzarsi cambiando di volta in volta le sue strutture e le sue conoscenze.

Il parallelo continuo con la letteratura e con l’etimologia viene proprio dai personaggi: ognuno di loro, forte del proprio bagaglio culturale, di volta in volta affianca gli assiomi di Euclide alla Bibbia, gli integrali alla biblioteca-fortezza di Alamut, l’algebra alla medicina.

Inoltre, come se non bastasse un solo livello di lettura, Guedj mette in risalto l’amore per il libro non solo per il contenuto ma per l’oggetto in sé, come para-testo quindi, e l’attenzione per la scrittura manuale, come segno desueto della personalità dello scrivente. E ancora compie una traversata su temi moderni e critici: le barriere architettoniche, l’amazzonia e la deforestazione, il traffico di animali esotici, i furti di oggetti d’arte. Mistero come faccia a rendere questa dovizia del mondo senza mai appesantire la narrazione, senza mai risultare bacchettone o stantio.

Mi sembra che questo romanzo riesca a cogliere l’essenza della matematica: trattare l’ignoto come noto, utilizzarlo come strumento di conoscenza e infine, e solo allora, svelarlo. Spiegare questo, attraverso uno stile ingenuo, quindi motlo leggibile, è segno di grande arte (e un po’ di magia).

Un ottimo libro per tutti i “curiosi per natura”, per chi ha odiato la matematica scolastica, per chi semplicemente non l’ha capita, per gli adulti e per i piccoli.
Un ottimo libro, direi, per tutti coloro che ne accetteranno la sfida.

Commenti non consentiti

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple