Il tempo si deve fermare, Huxley

Scritto da: il 22.08.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @BCDeditoreQuello che caratterizza alcuni romanzi non è tanto la trama quanto la forza dei personaggi, la loro estrema nitidezza; così è Il tempo si deve fermare, che delinea, capitolo per capitolo, figure note dell’immaginario.

Ogni sezione ne segue solo una, i suoi pensieri ed il suo peculiare punto di vista sulla realtà. Ci troviamo quindi a leggere, in capitoli consequenziali, la stessa scena descritta da prospettive tanto diverse da farla sembrare totalmente differente.

Caso esemplare è quello della morte di uno dei personaggi, di volta in volta vissuta con piglio drammatico, colpevole ed infine cinico. Ciò non vuol dire che la narrazione sia corale, anzi, all’opposto, l’autore evidenzia quanto ognuno sia chiuso nel suo piccolo mondo interiore, e quanto sia ipocrita la formalità sociale.

Inizia con un cherubino corrucciato questo romanzo inaspettato di Huxley. Un cherubino artista, poeta, naif e saccente, che impariamo a trattare con indulgenza, così giovane ed inesperto, e ad amare con i suoi difetti, la sua prosopopea nonché la presunzione.

Immediatamente entra in scena zio Eustace, eccezionale epicureo, che porta con sé una visione sarcastica del mondo; questo sembra essere il personaggio più autentico, consapevole dei propri difetti e vanità, con una profonda intelligenza e conoscenza dell’animo umano.

Di lì a poco entriamo nei pensieri della signora Thwale, cinica e civettuola, e pian piano conosciamo un microcosmo di personaggi che coprono quasi tutti i tipi umani. Seguendo ora l’uno ora l’altro il romanzo si sposta dall’Inghilterra all’Italia, sebbene non sia un’Italia del tutto riconoscibile, se non per qualche suggestione.

La narrazione è distaccata e limpida, e così il linguaggio, che si fa pretenzioso solo quando segue il giovane Sebastian. Tuttavia, svolgendosi quasi sempre in interni e poggiando su dialoghi e parti descrittive, risulta a tratti molto pesante.

Non è l’Huxley serio e geniale che troveremo più avanti nel “Mondo nuovo”, ma è un autore comunque brillante, nonostante fosse ancora alle prime armi.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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