Il silenzio perfetto, Mazzeo

Scritto da marzia alle 14:40 del 12 Gennaio 2010

Il silenzio perfettoÈ una fortuna che Ilaria Mazzeo sappia essere così delicata, perché la storia che ha scelto di raccontare sarebbe capace di stringere il cuore a chiunque. Ho voluto che ad accennarmi la trama fosse la stessa autrice, prima ancora di affidarmi alla quarta di copertina, e mi ha convinta, subito. Sono appena un centinaio di pagine, ci si districa facilmente di momento narrativo in nuovo capitolo. Il silenzio perfetto aleggia durante tutta la narrazione, come un’incombenza e anche come unica scappatoia.

Ginevra, protagonista e narratrice, è ordinata, corretta, volenterosa. Ma si sa, è alle brave persone che di solito crolla il mondo addosso. La scomparsa del fratello è un gradino troppo alto da riuscire a salire sola, un nuovo amore si offre come appoggio per superare l’ostacolo ma non basta, e non è mai sicuro. Non c’è niente di sicuro all’infuori di noi stessi, quando dobbiamo sciogliere nodi così grandi. Ginevra ha solo Ginevra, e un grande lavoro da fare su sé stessa per sopravvivere, prima, e tornare a vivere come possibile.

Ilaria Mazzeo è di Pistoia ma Roma oramai la conosce, quanto basta da fare in modo che la sua Ginevra ci si muova con discrezione, semplicità, e quella camminata di chi – e cito – sembra sapere sempre dove sta andando.

La struttura è semplice, consente di lasciare il libro e riprenderlo in mano quand’è il momento (la storia richiede una certa attenzione al dettaglio, la lettura ho preferita relegarla a un momento di quiete e consiglio vivamente il prossimo di fare altrettanto) e il linguaggio scivola di parola in parola come in una lunga discesa innevata.

L’autrice è capace di rendere tangibili i personaggi che ci presenta, attraverso descrizioni più o meno dettagliate, ma soprattutto sfruttando un effetto immediato di slittamento del lettore nei panni della protagonista della storia, o quantomeno – ritengo – rivelandosi in grado di scatenare un vivo interesse nei confronti della vicenda (meglio dire, forse, delle vicende) vissuta attraverso Ginevra, che diviene quindi catalizzatore oltre che io narrante.

La scrittura è lineare, scarna e, mantenendo la capacità di dare enfasi alle parole, Ilaria non pecca mai di retorica gratuita o pomposi monologhi interiori inutili. Qualità, ad oggi, rarissima.

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l'autore di questo articolo è marzia. Marzia, vent'anni, studentessa di Letterature europee moderne. Ha acquisito il senso dell'orientamento contemporaneamente a quello critico grazie all'Università La Sapienza. Londinese in una presunta vita precedente. Lettrice, scribacchina e blogger. Se credesse nel Paradiso, lo vorrebbe come quello dei sogni di Virginia Wolf. (Scrivi all'autore).

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2 Commenti to “Il silenzio perfetto, Mazzeo”

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