Il sangue di Manitou, Masterton

Scritto da: il 18.12.09
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sangue di manitouPotrei riassumere l’intera recensione con una sola frase: “Il sangue di Manitou è un libro fantastico”. Mi rendo conto però che non potete credermi così, sulla fiducia; perciò vi darò qualche elemento affinché possiate farvi un’idea del perché il libro è fantastico.

La storia si apre con Frank Winter, gastroenterologo del Sister of Jerusalem che si ferma a osservare una ragazza che si esibisce come mimo per le strade di New York. Meravigliato da come la ragazza sembri snodabile, il dottore commenta il fatto con un uomo accanto a lui, che sorride e gli dice che la ragazza è una pallida. Mentre Frank cerca di farsi spiegare il significato dell’affermazione, la ragazza stramazza al suo e vomita litri di sangue. Non suo.

Interrogata, confessa di aver assassinato i suoi coinquilini e di averne bevuto il sangue per placare il bruciore del suo corpo che sembrava andare a fuoco; mentre i medici svolgono test e cercano di capire cosa succeda alla ragazza, questa muore improvvisamente e iniziano ad arrivare in ospedale centinaia di altre persone nelle sue stesse condizioni: tutti vomitano sangue e confessano di avere ucciso amici e parenti, persino i propri figli, per spegnere il fuoco che, dicono, li stava bruciando. Tutti, inoltre, dicono di fare da giorni lo stesso incubo; e tutti, inspiegabilmente, iniziano a recitare Tatal nostru, carele esti in ceruri.

L’altra storia, parallela, segue Harry Herskine, indovino imbroglione dotato di qualche potere paranormale. La narrazione, che prima era in terza persona, passa alla prima e al punto di vista – spesso ironico – di Harry; i capitoli sono alternati fino a quando i due non si incontrano: il dottore, Frank, è stato infettato dalla ragazza, resuscitata sotto forma di stregoi, ovvero vampiro.

Harry e Gil, un soldato incontrato per le strade infernali di NY, hanno scoperto grazie allo spirito guida di Harry, un indiano chiamato Roccia che Canta, che i responsabili dell’infezione sono proprio gli strigoi, in particolare  un Radunatore di vampiri. Insieme a Jenica, una rumena figlia di un esperto del campo, inizieranno a definire i contorni della vicenda e a capire che, nonostante tutto, solo loro possono far qualcosa per salvare la città e il pianeta intero: pochissime persone sono sane, oltre a loro, e nessuno immagina quale sia la reale causa dell’infezione.

Ma i colpevoli non sono solo gli strigoi, né la potente magia dei Nativi americani, altro potere comprimario nella vicenda… Lo scenario in cui si muovono i protagonisti è apocalittico, e assomiglia a ciò che si potrebbe ottenere dopo un bombardamento, in piena guerra, seguito da un saccheggio e dalla venuta di un attacco batteriologico letale.

Nel libro i vampiri sono sempre chiamati strigoi (vampiri, appunto, in rumeno): le componenti rumena e quella Nativa americana sono fortissime, e si mescolano tra loro. Nonostante la tragedia, il punto di vista di Harry – un uomo coraggioso ma non troppo, pieno di difetti più che di pregi – filtra la vicenda sotto una luce terrificante e al tempo stesso ironica, grazie al suo sarcasmo, e malgrado la tensione ci si ritrova a ridacchiare a denti stretti piuttosto spesso. Risate che non rovinano la tensione, né la sciolgono, badate bene.

Il libro inquieta, specialmente nella prima parte, dove la componente spiritica – presente in tutta la storia – è fortissima. È un horror in piena regola, originale, scritto magistralmente: Masterton riesce a conciliare i due punti di vista diversi in maniera pressoché perfetta, e delinea i caratteri di ogni personaggio con estrema maestria, facendoceli sentire vicini, facendoceli avvertire come persone reali a tutti gli effetti.

Il finale è spiazzante, e non delude le aspettative che si creano durante il romanzo. Leggetelo, assolutamente. E ricordate di non pronunciare strigoi ad alta voce: potrebbero sentirvi.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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