Il processo di Frine, Scarfoglio

Scritto da: il 10.11.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

processo di frine, edoardo scarfoglioDi recente ho riscoperto un autore ormai quasi obliato, coevo di D’Annunzio ma senza la stessa fama; Scarfoglio infatti è un nome che non molti conoscono, né si conosce il suo bel romanzo breve (o racconto lungo) Il processo di Frine.

Eppure trovo sia molto più moderno di quanto la sua radice ottocentesca lasci pensare: il processo, un racconto comparso originariamente nel 1883 all’interno di una raccolta omonima, ha una lingua vivace, un argomento che potrebbe essere contemporaneo e che si riflette anche sullo stile.

L’argomento è una cronaca giudiziaria: il colpevole si conosce dal principio, il delitto ha già la sua soluzione e non c’è alcuna necessità investigativa; è più una analisi che chiameremmo al giorno d’oggi sociologica, uno scorcio del funzionamento delle nostre aule processuali.

Veniamo in contatto quindi con l’umanità che gravitava, e nelle realtà paesane ancora gravita, intorno al tribunale: l’avvocato, i giudici, il parroco, i curiosi, nonché alla nostra Frine, che stavolta si chiama Mariantonia.

La vicenda richiama dal titolo quella della classicità greca, in cui una donna accusata di empietà, Frine appunto, viene giudicata dall’areopago e difesa con metodi oratori piuttosto teatrali (e non dirò di più sul processo per non togliervi il piacere di scoprirlo da voi).

La differenza immediata è sia il tipo di crimine, sia la dichiarazione di colpevolezza dell’accusata, che in un caso si professa innocente e nell’altro è rea confessa; mentre poi la Frine classica attiene alla politica, la vicenda della seconda è più passionale.

La scrittura, come annunciavo, è moderna, mista di ottimo italiano e dialetto strettissimo, quasi indecifrabile, semplice e descrittiva, di ampio respiro. Lo stile alterna una varietà di registri, da quello più elevato al più umile, per tener conto degli aspetti differenti dei vari personaggi.

Quel che potremmo definire una lettura attuale, in un’epoca di processi mediatici, da scoprire (o riscoprire) sorridendo di quanto, in fondo, non cambino molto i costumi.

Commenti non consentiti

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple