Il muscolo della lettura – Bennett, La sovrana lettrice

Scritto da: il 02.05.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina @Adelphi

Di primo acchito La sovrana lettrice sembrerebbe un romanzetto ammiccante, con un avvio ironico e nulla più. Superate le prime pagine invece il tono si fa via via più brillante, arricchendosi di riflessioni, letterarie e non, comuni un po’ a tutto il “popolo” dei lettori.

Il pretesto è il coinvolgimento della regina madre, la ieratica e compassata Elisabetta II, nel solipsistico passatempo della lettura; al di là del prevedibile effetto comico dei mutati atteggiamenti, Bennett trasporta nel paradigma della lettura come acculturamento e dell’acculturamento come forma progressiva di isolamento dalla massa. Il tutto attraverso un personaggio che massa non è, per definizione.

E, come l’autore stesso fa notare, la lettura è l’unica vera forma di democrazia: il libro non ha riguardo per lo status sociale, economico o culturale, non gl’interessa chi legge e con che animo, non gl’importa neppure di essere letto.

Non leggere questo, però, sarebbe un vero spreco, per dirlo con la regina.

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