Il mostro della piscina, Candida

Scritto da: il 04.09.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Il mostro della piscinaQuante volte abbiamo sperato o sognato di essere al centro di un libro, di un fumetto, di un film? E se la narrazione tendesse verso l’horror, ne saremmo davvero felici? Se volete una risposta, per quanto immaginifica e ironica, Il mostro della piscina è il romanzo che fa per voi.

È il diventare protagonisti di una storia dell’orrore il nucleo intorno al quale i personaggi, loro malgrado, si ritrovano a vivere vicende rocambolesche, inverosimili e, di tanto in tanto, comiche. Una storia, però, densa di cliché e di deja-vu, di quelle che non tarderemmo a bollare come “storiaccia”.

Marco Candida infatti gioca consapevolmente con tutti gli stereotipi che compongono l’immaginario horror, disponendoli l’uno dopo l’altro lungo la strada di Tom, il protagonista: la bionda semisvestita, il vecchio (st)Rambo cantastorie, il bambino salvifico e un’onda di calamità, tra cui, appunto, il famigerato mostro del titolo. E chiaramente non poteva mancare il cimitero, come luogo dell’azione.

Il mostro, poi, è quanto di più classico in materia: squamoso, viscido, ottuso, ripreso esattamente da quelli dei vecchi fumetti, inspiegabile come un Blob. Un mostro da pulp anni venti, con sullo sfondo la stessa folla urlante e impazzita che ci aspetteremmo nei b-movie.

Di digressione in digressione l’autore ci racconta una storia semplice nell’idea e complessa nell’attuazione: pur sapendo che si è in una narrazione altrui, come ci comporteremmo? Per spiegarlo crea un gruppo di personaggi consapevoli del trovarsi in una antiquata storiaccia dell’orrore, disincantati rispetto agli avvenimenti, anche i più strani; capaci, quindi, di strizzare l’occhio al lettore utilizzando il suo stesso sentire.

Lo stile è molto pop, anche se a tratti la scrittura sembra acerba e si fa difficile da seguire; le lunghe digressioni parodistiche sono molto godibili e aggiungono il sale e l’umorismo necessario a un’azione altrimenti troppo rapida.

Un romanzo che, come recita la quarta, si trova “a metà tra tributo e parodia”. Palesemente sbilanciato verso la seconda. Una buona lettura, magari, a bordo piscina.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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