Il meglio che possa capitare ad un lettore

Scritto da: il 26.04.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina di FeltrinelliGustoso, curioso, intrigante, imprevedibile. Questo in sintesi Il meglio che possa capitare a una brioche di Tusset, romanzo indefinibile ambientato in una Spagna contemporanea e viva.

Sarebbe riduttivo definirlo un giallo, anche per il modo atipico di appropriarsi dei canoni del genere, utilizzati con sagacia e ironia. Il libro è brioso e spesso imprevedibile, con una conclusione inaspettata.

Un raro esempio di come si possa svecchiare lo stile e sperimentare il nuovo senza mai oltrepassare la soglia oltre la quale lo scrivere è mero esercizio di vanità.

Consigliato per divertirsi senza scivolare nella banalità.

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