Il Grande Ateo: Il visitatore, Schmitt

Scritto da: il 17.09.09
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

Il visitatoreLa bellezza del Teatro, come forma e genere letterari, sta nel fatto che, con la sua oralità gestualità ed espressività, in maniera simile alla Musica, riporta la parola alla sua originale, umana potenza comunicativa ed evocativa. Anche altri generi letterari – come la prosa e la poesia – hanno questa potenza, naturalmente, ma, per esser compresi appieno, hanno bisogno di una mediazione intellettuale di cui il Teatro può e fa del tutto a meno. Non solo, ma anche se al dramma anziché assistervi in sala se ne legge il testo, più che nella prosa e nella poesia (soprattutto se quest’ultima è epica), si nota come venga esaltato quell’aspetto primario della lingua che è l’aspetto pragmatico, quello che crea e “fa accadere” gli eventi, guida e modifica i pensieri dei parlanti.

Quanto detto ben si può riscontrare in questo dramma del 1993 di Eric-Emmanuel Schmitt (1960), Il visitatore, in cui in una sera assai agitata, mentre a Vienna scorrazzano soldati nazisti in cerca di ebrei, nel proprio famoso studio, all’ebreo professor Sigmund Freud (1856-1939), in preda all’ansia perché la figlia Anna è stata arrestata dalla Gestapo (fatto realmente accaduto), compare davanti un elegante quanto misterioso individuo che dice di non avere alcuna identità.

Pur inizialmente alquanto seccato, Freud ne è incuriosito via via che la conversazione tra i due, invece di terminare frettolosamente, prende consistenza e continua. Chi potrà mai essere? Uno squilibrato in cerca di cure? Un mitomane? Il prof. Freud viene a sapere che effettivamente un degente è fuggito dal vicino manicomio. Sarà certamente lui che è tanto malato da voler far credere di essere Dio.

Come fa, però, a sapere certe cose? E, soprattutto, come fa a dire (o pre-dire) il futuro dell’anziano scienziato? Il libro che questi scriverà prima di morire il 23 Sett… anche questo sembra sapere lo strano visitatore. La situazione sembra ingarbugliarsi ancor di più allorché, più tardi, Freud viene informato che…

Magistralmente costruito e svolto sul filo dell’ambiguità, il colloquio tra l’ateo padre della Psicanalisi e questo visitatore tocca tematiche filosofiche e teologiche piuttosto impegnative. Ma lo fa con un garbo quanto mai inusitato. Il che rende piacevolissima e coinvolgente la lettura della pièce. Non sarà l’unica volta che Eric-Emmanuel Schmitt affronta temi religiosi.

Dedicherà un intero ciclo alle varie religioni (Buddista, Ebraica, Islamica, Cristiana e Buddista zen) – il Ciclo dell’invisibile – in vari suoi romanzi e racconti. Tutti da leggere, e non solo questi in particolare. Eric-Emmanuel Schmitt – francese nonostante il cognome – è uno scrittore, saggista drammaturgo e regista che, con una parola inglese potremmo definire addictive, che crea dipendenza come una droga.

Ma droghe come la poesia (non necessariamente in versi) e la bellezza che egli ci offre con signorilità e complicità e talvolta ironia non fanno male, anzi, anche se ci si assuefa e se ne vuole sempre di più.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Mi hai convinto: devo procurarmi qualcuno dei testi di Schmitt, in particolare questo e Monsieur Ibrahim. È davvero un autore interessante, ottima segnalazione!

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Mi hai convinto: devo procurarmi qualcuno dei testi di Schmitt, in particolare questo e Monsieur Ibrahim. È davvero un autore interessante, ottima segnalazione!

  • Sfranz

    E tu hai la fortuna di leggere le mie recensioni in anteprima senza aspettare i prossimi giovedì. Hai visto che l’ultima riguarda proprio Monsieur Ibrahim? Comunque, per adesso – a scuola incominciata – ho preso una pausa dalla lettura di Schmitt e non potrei dirti quando la ricomincerò.

  • Sfranz

    E tu hai la fortuna di leggere le mie recensioni in anteprima senza aspettare i prossimi giovedì. Hai visto che l’ultima riguarda proprio Monsieur Ibrahim? Comunque, per adesso – a scuola incominciata – ho preso una pausa dalla lettura di Schmitt e non potrei dirti quando la ricomincerò.

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