Il figlio del cimitero, Gaiman

Scritto da: il 28.07.09
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

Il figlio del cimitero - Neil GaimanPREMESSA: l’autrice informa di essere una fan sfegatata del signor Neil Gaiman. Nel senso che, se anche costui scrivesse le istruzioni di un medicinale, le leggerebbe con avidità trovandole interessanti. Il vostro Elfo si scusa, perciò, se la seguente recensione risulta “un tantino di parte”.

Periodo di grande fermento per i fan di Neil Gaiman: mentre nei cinema sta esplodendo il successo di Coraline e la porta magica, nelle librerie è uscita l’ultima fatica dell’autore britannico: Il figlio del Cimitero, per le edizioni Mondadori. A chiunque trovasse il titolo un po’ troppo macabro per proporlo al proprio figlio/nipotino/cuginetto suggerisco di gettarsi alle spalle il pregiudizio: come è specialità di Gaiman, il punto di vista slitta in continuazione e in molteplici occasioni si ribalta addirittura, perciò il cimitero di cui parliamo è tutt’altro che un luogo cupo e terrorizzante.

La storia si apre con l’assassinio di un’intera famiglia, narrato dal punto di vista… del coltello; un particolare che allenta la tensione facendo intuire l’orrore senza mai mostrarlo (siamo pur sempre alle prese con la letteratura infantile). L’unico superstite è il figlio minore che, nonostante abbia appena imparato a camminare, riesce a raggiungere il cancello del vicino cimitero.

Qui i morti, una combriccola di allegri fantasmi, si accorgono di lui e decidono di adottarlo, dandogli il nome di Nobody. Attraverso le quasi trecento pagine del romanzo, i (piccoli?) lettori possono seguire l’infanzia e la prima adolescenza di Bod, che vive in una realtà protetta e sospesa tra la vita reale e il mondo dei defunti, che è molto più divertente di quanto chiunque possa aspettarsi. Purtroppo l’assassino della sua famiglia è ancora alla sua ricerca per “finire il lavoro” e il ragazzino non potrà ritenersi al sicuro finché non lo avrà affrontato ed avrà compiuto il suo destino, ma ancora più difficile sarà resistere al richiamo della vita che si svolge oltre i confini solidi del cimitero.

Ora, potrei tediarvi con una trentina di righe in cui lodo sperticatamente lo stile di Neil Gaiman e…pensandoci bene credo che lo farò, perciò se detestate le sviolinate passate oltre. Scherzi a parte, mi capita raramente di sorridere durante una lettura per una trovata intelligente che non riguarda tanto la trama in sé, ma la trasposizione su carta di un concetto. Nel caso di questo autore le pennellate di genio abbondano e Il figlio del cimitero non fa eccezione.

I personaggi sono tutti, o quasi, sul limite del surreale. Qui l’eroe è un ragazzino solitario che ha come unici amici dei fantasmi, i quali sono uno più bizzarro dell’altro. Poi c’è Silas, il Tutore, una creatura misteriosa né viva né morta, che segue il cammino di Nobody con l’affetto di un padre; ci sono gli antagonisti, ovvero la Confraternita dei Fanti, un gruppo di assassini che si chiamano tutti Jack e infine c’è una ridda di personaggi “vivi”, a cui il protagonista si accosta con sempre maggiore fervore, capendo di non appartenere al mondo di lapidi e mausolei in cui suo malgrado è cresciuto.

Parlando di morti e di fantasmi, Gaiman ci regala – come solo lui sa fare – un inno alla vita: le avventure, la suspence ed i piccoli spaventi che affollano queste pagine si amalgamano in un unico, positivo messaggio e cioè che, nonostante non tutto sia rose e fiori, vivere a pieno i giorni che ci vengono donati è la sfida più avvincente che possa esistere e che tutti dobbiamo accettare: in fondo per fare i pigri e riposare c’è un’eternità intera che ci aspetta!

Ènotizia recente che da questo libro verrà tratto un film diretto da Neil Jordan, già regista di La moglie del soldato ed Intervista col vampiro, segno che dopo buone prove come Stardust e Coraline il cinema – come me – si sta innamorando sempre di più di questo grandissimo (!!!) scrittore.

  • http://dabria.wordpress.com/ Dabria

    Solo una domanda: a quando il matrimonio? XD
    Se non sbaglio questo libro è tratto da un racconto incluso in un’antologia uscita un po’ di tempo fa. Interessante O-o

  • http://dabria.wordpress.com/ Dabria

    Solo una domanda: a quando il matrimonio? XD
    Se non sbaglio questo libro è tratto da un racconto incluso in un’antologia uscita un po’ di tempo fa. Interessante O-o

  • Elfo

    Esatto. Questo libro è lo sviluppo di uno dei racconti contenuti nella raccolta “Il cimitero senza lapidi ed altre storie nere”.

    Per quanto riguarda il matrimonio ti farò avere la partecipazione :D

  • Elfo

    Esatto. Questo libro è lo sviluppo di uno dei racconti contenuti nella raccolta “Il cimitero senza lapidi ed altre storie nere”.

    Per quanto riguarda il matrimonio ti farò avere la partecipazione :D

  • http://www.chiaralice.it Chiaralice

    Consiglio all’autrice dell’articolo di non perdersi il mio secondo fumetto preferito: Sandman, proprio di Neil Gaiman.
    Poi vediamo se non te lo sposi davvero!

    :D

  • http://www.chiaralice.it Chiaralice

    Consiglio all’autrice dell’articolo di non perdersi il mio secondo fumetto preferito: Sandman, proprio di Neil Gaiman.
    Poi vediamo se non te lo sposi davvero!

    :D

  • Elfo

    Grazie ma…io e Neil ci siamo conosciuti proprio così…con The Sandman…:D Romantico, eh??? :D

  • Elfo

    Grazie ma…io e Neil ci siamo conosciuti proprio così…con The Sandman…:D Romantico, eh??? :D

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