Il diavolo in corpo, Radiguet

Scritto da: il 15.01.09
Articolo scritto da . Ventisette anni portati male. Editor, editore, rockstar (fallita), sceneggiatore di fumetti, professore d'Italiano e autore di racconti, ecco alcune delle mie tante vite. Attualmente suono con i Gammazita e dedico gran parte del tempo che ho a disposizione alle mie passioni: i libri, le chitarre e la mia ragazza (rigorosamente in quest’ordine). Gattofilo impenitente, sono fermamente convinto che all’estinzione del genere umano i felini domineranno la Terra.

Il diavolo in corpo - Raymond RadiguetIl diavolo in corpo (Le diable au corps), dato alle stampe nel 1923, è l’opera di un genio precoce, Raymond Radiguet.

In Francia la pubblicazione del romanzo suscitò notevole scandalo, sia per il battage pubblicitario, all’americana, con tanto di uso del cinematografo, che, e soprattutto per, il suo contenuto: la relazione tra un adolescente di quindici anni e una giovane donna, fidanzata prima e sposata poi, con un uomo impegnato sul fronte di combattimento durante la Grande Guerra.

A dare scandalo non fu solo la trama in sé, quanto il modo in cui Radiguet narra, per bocca dell’anonimo protagonista, le vicende amorose di quest’ultimo con Marthe. In maniera lucida e a tratti distaccata, quasi a voler radiografare il sentimento in tutte le sue sfumature, assistiamo alla nascita dell’amore, al suo svilupparsi e alla contemporanea crescita intellettuale del narratore, fino al tragico epilogo degli eventi.

Mai come per questo romanzo il titolo può essere d’aiuto per fornire una interessante chiave di lettura dell’opera, anche se è interessante notare che inizialmente il libro apparve col titolo, altrettanto significativo, di Cuore acerbo (Coeur vert).

Acerbo è il cuore dei protagonisti, sia per un aspetto squisitamente anagrafico che per l’inesperienza sentimentale che riguarda non solo il narratore-protagonista, ma anche la più adulta Marthe.

Ma il diavolo a cui fa riferimento il titolo chi o cosa è? È la passione che trascina i due amanti in un turbine di menzogne, piaceri e avventure, è il momento storico («È forse colpa mia se ho compiuto dodici anni pochi mesi prima della dichiarazione di guerra?») che permette ai ragazzi di vivere in una condizione sospesa nel tempo e che se da un lato fa maturare l’adolescente in cinismo e acutezza (riferendosi alla guerra afferma infatti: «Quel che terrorizzava l’Europa era diventata la loro unica speranza»), dall’altro lascia comunque la triste consapevolezza di essere parte di qualcosa di troppo grande per poter essere controllata («Eravamo dei bambini in piedi sopra una sedia, tutti fieri d’esser di una spanna più alti dei grandi. Le circostanze ci avevano fatti salire, ma eravamo sempre quelli»).

In effetti il diavolo in questo romanzo ha mille forme, compreso l’amore cattivo, crudele, fresco, ricattatorio, ingenuo e carnale del narratore, che con lucido raziocinio analizza ogni suo sentimento, ogni sua pulsione ed azione, e lo stesso tenta di fare, con meno successo, con il cuore di Marthe.

Devo ammettere che non mi accadeva da tempo di restare folgorato in maniera così totale e fulminea da un romanzo, a maggior ragione da un romanzo che ha per oggetto le pulsioni amorose, ma Il diavolo in corpo è davvero un capolavoro disturbante e sconvolgente per la chiarezza con cui riesce a mettere a nudo le verità del sentimento e della carne.

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