Il Conte dice la sua! – Vampiro, Saberhagen

Scritto da: il 11.11.08
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

Sono sempre qui, tra noi, e, benché come il romanzo poliziesco, le storie di fantasmi, il romanzo rosa (e anche quello erotico, direi) il piatto offerto al lettore sia sempre lo stesso, il modo di confezionarlo e presentarlo – evitando ripetitività e noia – rimane compito dell’Autore.

Fred Saberhagen (Frederick Thomas Saberhagen 1930-2007) è probabilmente più noto per i suoi romanzi di Fantascienza (conosciuta è la sua Space Opera militare dei Berserker). Ma ha anche scritto di Fantasy e pure degli originali sequel mescolando personaggi letterari già parecchio popolari quali Sherlock Holmes e, appunto, il Conte Dracula al quale in questo libro, Vampiro, si dà la parola affinché esponga la sua versione della sua famosa storia raccontata da Harker e altri nel romanzo dell’irlandese Bram Stoker (Abraham “Bram” Stoker 1847-1912) uscito nel 1897.

Qui è il nobile in persona che spiega dal proprio punto di vista le vicende narrate: i suoi rapporti – diciamo pure piuttosto sanguigni – con le protagoniste, le sue vere fobie e altro che lascio all’eventuale lettore scoprire.

L’espediente letterario che mette in moto questo romanzo è una edizione ammodernata del “manoscritto ritrovato”: in questo caso, anziché un manoscritti si trovano nastri da ascoltare. Dopo quello del summenzionato Stoker, è difficile riscontrare un po’ di novità in romanzi di questo genere.

Facendo parlare il Conte, Saberhagen in una maniera semplice è riuscito a creare ancora qualcosa di piacevole e a incuriosire il lettore che sia questi un cultore di questo tipo di storie oppure no.

Naturalmente, la tradizione letteraria dei vampiri non comincia col romanzo del vecchio Bram – che, se non ricordo male e sicuramente non ricordo dove l’abbia letto, fu anche segretario particolare di Lord Wilde (il papà di Oscar).

Il primo vampiro letterario Inglese fece la sua comparsa quasi per gioco e senz’altro per passatempo nel maggio del 1816 m a fu pubblicato tre anni dopo col titolo The Vampyre con la firma – per un errore dello stampatore o di chissà chi – di Lord Byron, mentre il vero autore era stato il giovane medico personale di questi John William Polidori (1795-1821). In realtà l’errore di attribuzione è in qualche modo spiegabile.

Questo racconto era infatti basato su di un frammento del Byron. Il merito del Polidori fu quello di ammantare e connotare il personaggio principale di un alone di nobiltà e di fascinosa tenebrosità prese senz’ombra di dubbio dal famoso grand’uomo alle cui dipendenze lavorara.

Quando Polidori inventò The Vampyre, aveva solo due anni chi presentò parecchi decenni più tardi – nel 1872 – il più conosciuto vampiro donna (che con donne se la faceva) della Letteratura Inglese; fu l’avvocato (anche lui irlandese come Stoker) Sheridan le Fanu (1814-1873) col suo romanzo Carmilla.

E poi venne Bram, il cui Dracula all’uscita non ebbe poi quel gran successo che il destino gli avrebbe riservato qualche decennio più tardi.

E poi di mogli amanti, figli, nipotini del vampiro ne vennero molti altri di cui qui sarebbe un tantino laborioso e noioso raccontare. Meglio è per noi tacere e lasciar il nobil Conte dire la sua.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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