Il calligrafo, Shimoda

Scritto da: il 14.01.09
Articolo scritto da . Femmina di appena trent'anni, portati per altro divinamente, vive tra topolinia e paperopoli, sognando il paese di Alice. Da bambina si esercitava a leggere con ogni cosa stampata le passasse di fronte, soprattutto i cartelloni pubblicitari e le insegne dei negozi per strada. Oggi è ancora una lettrice accanita, soprattutto di romanzi e fumetti e tutto ciò che vuole fare nella vita è solo questo. Probabilmente un giorno ci riuscirà. Per il momento si accontenta di scrivere ogni tanto su Liblog.

Il Calligrafo - Todd ShimodaUn romanzo, tre storie, un unico filo conduttore: lo shodō. Un libro che ho molto amato questo di Todd Shimoda, edito dalla TEA.

L’antica arte della calligrafia giapponese (shodō) fa da collante a tre storie, che si dipanano lungo tutto il libro ed attraversano tre epoche diverse. Una brillante studentessa americana di origini giapponesi che studia neuroscienze all’università di Berkeley, scopre l’esistenza di un vecchio maestro (sensei) di shodō in balia di una grave degenerazione del cervello: non fa altro che scrivere o come direbbe un giapponese “dipingere”, in questo caso ideogrammi. Lo shodō in giappone è considerato infatti il genitore della pittura. La ragazza verrà in contatto con lui, scoprendo nuovi elementi per il suo studio nonché per la sua vita.

La seconda storia che l’autore ci racconta si svolge durante gli anni ’60 a Kyoto ed ha come nucleo il tormentato amore del maestro per una sua allieva, storia che naturalmente si concatenerà con quella principale, Infine Shimoda ha deciso di farci respiare un po’ di storia del suo paese descrivendoci la rivalità tra scuole di shodō nel 1600, in cui la successione per la guida delle stesse diventa una vera e propria lotta tra potere, politica e arte.

Ho trovato questo libro molto delicato, sia nello stile narrativo, sia nella descrizione dei sentimenti dei personaggi. Mischia storie comuni con antiche leggende giapponesi che, ad un lettore europeo come me, sanno inevitabilmente di esotico; mischia inoltre la scienza con l’arte. Insomma è un pout pourri di conoscenze ed emozioni.

Particolare e ben riuscita dal punto di vista editoriale la scelta di presentare al lettore un’impaginazione in cui, accanto al testo, si trovano spesso delle “note” che spiegano ad esempio le parole scientifiche utilizzate dalla ragazza e dai suoi professori, oppure singoli ideogrammi che di volta in volta l’autore ha deciso di sottolineare in base alla storia stessa, accompagnati da brevi componimenti poetici.

Un libro con ben tre storie interessanti, che ci insegna qualcosa e che è bello pure da guardare: ne vale proprio la lettura.

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