Il Bar sotto il mare, Benni

Scritto da: il 14.10.09
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Il bar sotto il mareQualche giorno fa qua su liblog ho condiviso con voi una divertente e mordace parabola di Stefano Benni sul saper scrivere, intitolata Il verme Disicio.

È contenuta in forse uno dei migliori libri dello scrittore, la raccolta di racconti Il Bar sotto il mare, uno dei libri che più ho amato nella mia adolescenza…e non solo in quella. La prima volta che l’ho letto era il 1992: ne sono certa, perché da sempre ho l’abitudine di firmare i libri con la data della prima lettura. All’epoca gli diedi tante e forsennate riletture e, a differenza di molte miei libri preferiti del periodo, non l’ho mai abbandonato del tutto.

E, sempre a differenza di molti altri, il piacere che provo a sfogliarlo non è mai diminuito. Con gli anni i gusti cambiano si sa, ma nel mio caso non è stato così per i racconti del fantomatico Bar sotto il Mare: un posto magico, sotto il pelo dell’acqua, dove gli avventori che vi si riuniscono ogni sera raccontano a turno delle storie.

Dire che il mio gusto è rimasto del tutto immutato non è però esatto, perché alcuni dei racconti che parecchi anni fa non apprezzavo affatto sono diventati in tempi recenti i miei preferiti, forse perché ora ho l’età per apprezzarne la sottile ironia. È il caso tra gli altri del diabolico Quando si ama davvero o della favola un po’ smaliziata Il destino sull’isola di San Lorenzo.

Così, se uno dei più amati, ora come allora, rimane Il più grande cuoco di Francia, mi diverto sempre, spesso ridendo di gusto, leggendo i divertenti racconti dello scombinato paese di Sompazzo: L’anno del tempo matto o Il Pornosabato dello Splendor, per citare due dei racconti probabilmente migliori di tutta la raccolta.

Non mancano nemmeno degli omaggi dello scrittore italiano a due classici generi letterari: il giallo e l’orrore con venature gotiche. Impossibile infatti non pensare a Agatha Christie e a H.P. Lovecraft leggendo Priscilla Mapple e il delitto della II C e Oleron. Omaggi presentati sempre con il divertimento in punta di penna, perché tale è lo stile di Benni.

In conclusione una gran bella antologia, da tenere non in fondo alla libreria ma a portata di mano per rileggere un racconto ogni tanto, quando si hanno cinque minuti e voglia di sorridere.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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