I Pilastri della Terra, Follett

Scritto da: il 23.06.08
Articolo scritto da .

Copertina @MondadoriI pilastri della terra è un libro imponente: nell’edizione budget pesa 1030 pagine, ed il corpo del carattere non credo sia superiore a 10. In ogni caso, l’ho letto in poco più di una settimana, e questo è decisamente uno dei suoi pregi maggiori.

Ho iniziato a leggerlo per disperazione: il nome di Follett non mi convinceva molto, ma non avevo nulla da leggere, e mi aspettava una settimana piuttosto vuota; così ho provato a dargli un’occhiata, e dopo l’incipit mi sono appassionato alla trama, ma sono rimasto infastidito dai personaggi. Per me, questo è un dato tecnico interessante, e ho cominciato a studiare la struttura del romanzo: l’opera di Follett è l’eterna conferma dell’importanza della struttura rispetto alle parti più esterne della narrazione.

La trama, in breve: è la storia della costruzione di una cattedrale, in pieno medioevo; e dei tentativi di un gruppetto di cattivi (un vescovo e un conte, più qualche altro personaggio secondario) di intralciare l’opera. Lo stile è piatto e insignificante, e almeno due dei personaggi principali sono grezzi e fastidiosi: William stupra qualunque donna veda e impallidisce ogni volta che si pronuncia la parola “inferno” davanti a lui; Waleran intriga senza sosta, e non dice mai nulla senza un calcolo preciso.

Sono i motori narrativi della narrazione perché, intromettendosi continuamente nella costruzione della cattedrale del priore Philip, generano lo schema base della narrazione. Il fatto che siano presonaggi tanto fastidiosamente grezzi, quindi, dovrebbe minare il romanzo; invece le 1030 pagine scorrono in fretta, ed il continuo intromettersi del Male nella costituzione del Bene è per l’ennesima volta un meccanismo letterario funzionante.

Impossibile non pensare alle opere di Dumas (Waleran somiglia tantissimo al Richelieu del francese, nei Tre Moschettieri) e ai Promessi Sposi (“Verrà il giorno!” e William impallidisce): la letteratura appassiona sempre grazie a schemi robusti, ripetuti durante la narrazione come temi musicali, con più o meno variazioni. Ciò che segna la distanza tra Follett e Manzoni è la raffinatezza dei personaggi del secondo (per non parlare d’altro); ma Manzoni non è realmente un “collega” dell’americano: lui faceva e scriveva altro.

Dumas è l’antecedente principale di Follett, ma il Montecristo, ad esempio, è un meccanismo ludico perfetto, I Pilastri della Terra non possono che ricordarlo alla lontana. Entrambi i romanzi sono ricostruzioni storiche imprecise, con personaggi del tutto inadatti all’epoca in cui avrebbero dovuto vivere; il Montecristo vive della struttura profonda semplice, chiara e robusta, e del personaggio di Dantes, lineare ma potentissimo.

Il libro di Follett ha una bella struttura, ma più parcellizzata: lo schema base avviene e si ripete almeno per una decina di nuclei narrativi (Philip costruisce la chiesa, Waleran intriga, William distrugge, Philip vince e ricomincia a costruire, Waleran intriga, etc…), il Montecristo è un unica, ampia serie di tre movimenti: caduta, ricomparsa, vendetta.

È questo il difetto principale di Follett: all’incirca a pagina 800, la ripetizione dello schema diventa fastidiosa e inutile, e credo che rovini gran parte del romanzo, a conti fatti. Ma è anche vero che una ripetizione del genere messa in scena fino a pagina 800 senza stancare il lettore (almeno, senza stancare me) è comunque un’ottima prova tecnica.

Un’ ultima nota: il romanzo ha un pregio più importante; la figura del priore Philip (bel personaggio, anche se non complesso) e la metafora della cattedrale. Vederla crescere mattone dopo mattone, nonostante tutto, e scorgere Philip invecchiare con cocciutaggine nel portarla a termine è stato appassionante; e di questo bisogna ringraziare l’autore.

  • Ignazio

    Ho riletto i pilastri della terra dopo diversi anni e la sensazione che mi ha lasciato è decisamente meno entusiasmante rispetto al ricordo che ne avevo.
    Se non avete letto mai nulla di Follet, allora, troverete la recensione di Lazarus pienamente calzante sia per quello che riguarda gli elementi positivi sia per quello che riguarda i punti di debolezza.
    Se però conoscete Follet, ciò che è stato messo in risalto come vagamente fastidioso e ricorsivo, nonchè la costruzione un pò grezza di alcuni personaggi diventa abbastanza evidente e delude il lettore.
    Vorrei citare come esempio solo un suo altro libro “Una Fortuna Pericolosa” (1993) che presenta esattamente gli stessi personaggi de “I pilastri della terra” (1989) solo inseriti in un contesto storico diverso.
    Vi consiglio però dalla stessa penna di leggere “La cruna dell’ago” (1978), da cui è stata tratta anche una buona trasposizione cinematografica.
    Per concludere voglio solo aggiungere che l’autore merita di essere letto, ma di alcune opere della sua produzione è sufficiente leggerne una sola per genere.

  • Ignazio

    Ho riletto i pilastri della terra dopo diversi anni e la sensazione che mi ha lasciato è decisamente meno entusiasmante rispetto al ricordo che ne avevo.
    Se non avete letto mai nulla di Follet, allora, troverete la recensione di Lazarus pienamente calzante sia per quello che riguarda gli elementi positivi sia per quello che riguarda i punti di debolezza.
    Se però conoscete Follet, ciò che è stato messo in risalto come vagamente fastidioso e ricorsivo, nonchè la costruzione un pò grezza di alcuni personaggi diventa abbastanza evidente e delude il lettore.
    Vorrei citare come esempio solo un suo altro libro “Una Fortuna Pericolosa” (1993) che presenta esattamente gli stessi personaggi de “I pilastri della terra” (1989) solo inseriti in un contesto storico diverso.
    Vi consiglio però dalla stessa penna di leggere “La cruna dell’ago” (1978), da cui è stata tratta anche una buona trasposizione cinematografica.
    Per concludere voglio solo aggiungere che l’autore merita di essere letto, ma di alcune opere della sua produzione è sufficiente leggerne una sola per genere.

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    La trama è simile a “La guglia” di William Golding (romanzo del 1967). A parte ciò, non avendo letto il lavoro di Follett non commento (a parte i complimenti per la tua lucida analisi), però ti consiglio di procurarti il romanzo di Golding (lo puoi trovare solo su e-bay, è fuori catalogo da una vita e la mia copia non te la presto!), sono poche pagine, ma meritano, anche se la traduzione della mia edizione (appunto del ’67) non è eccellente.

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    La trama è simile a “La guglia” di William Golding (romanzo del 1967). A parte ciò, non avendo letto il lavoro di Follett non commento (a parte i complimenti per la tua lucida analisi), però ti consiglio di procurarti il romanzo di Golding (lo puoi trovare solo su e-bay, è fuori catalogo da una vita e la mia copia non te la presto!), sono poche pagine, ma meritano, anche se la traduzione della mia edizione (appunto del ’67) non è eccellente.

  • Mushin

    A me è piaciuto. L’ho letto che ero ancora minorenne, per cui un bel po’ di tempo fa. Trovo che Follett sia uno dei migliori autori della narrativa da supermercato, quella di intrattenimento. E trovo che abbia avuto un bel coraggio a scommettere su un libro di questo tipo con centinaia di pagine. Il suo successo mi sembra un buon parametro anche della qualità del lavoro, al di là delle preferenze personali.

    Per curiosità avrei letto anche l’ultimo (che al momento magari non sarà più l’ultimo, data la velocità con cui Follett sforna roba), ma dargli 20+ euro sulla scia emotiva de I Pilastri della Terra, continua a non sembrarmi il caso. C’é già in economica? :D

  • http://www.villaggiomaori.it Lazarus

    @mushin: controllo subito se c’è l’economica (vista la malura in libreria, non posso permettermi di mancare nessuna vendita…).
    @maxvicius: adesso mi devi regalare la guglia… sei a catania?

  • http://www.villaggiomaori.it Lazarus

    @mushin: controllo subito se c’è l’economica (vista la malura in libreria, non posso permettermi di mancare nessuna vendita…).
    @maxvicius: adesso mi devi regalare la guglia… sei a catania?

  • http://uomorinascimentale.blogspot.com/ pupperino

    bella recensione, anche io ho pensato al manzoni come paragone e ho trovato questo blog.. a me questo romanzo é piaciuto molto nonostante l’eccessiva cattiveria (quasi scontata) di william e alfred, mentre waleran mi sembra piú simile all’innominato, dato che inoltre subisce anche lui una conversione.. in ogni caso il pregio di follett é di riuscire a farci pienamente inserire nella vita di kingsbridge e di farci apprezzare le conseguenze sociali della politica e della religione.. inoltre la storia fra jack e aliena é (almeno da un punto di vista maschile) davvero emozionante..

    PS follett é inglese, non americano

  • http://uomorinascimentale.blogspot.com/ pupperino

    bella recensione, anche io ho pensato al manzoni come paragone e ho trovato questo blog.. a me questo romanzo é piaciuto molto nonostante l’eccessiva cattiveria (quasi scontata) di william e alfred, mentre waleran mi sembra piú simile all’innominato, dato che inoltre subisce anche lui una conversione.. in ogni caso il pregio di follett é di riuscire a farci pienamente inserire nella vita di kingsbridge e di farci apprezzare le conseguenze sociali della politica e della religione.. inoltre la storia fra jack e aliena é (almeno da un punto di vista maschile) davvero emozionante..

    PS follett é inglese, non americano

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