I clienti del Central Hotel, Héléna

Scritto da: il 18.06.09
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

I clienti del central hotel – André HélénaDopo Il gusto del sangue, che aveva rappresentato il mio primo incontro con André Héléna, torno su questo autore da riscoprire con I clienti del Central Hotel, romanzo che conferma definitivamente ai miei occhi come di riportare alle stampe le sue opere valesse certamente la pena.

Scritto nel 1959, dopo una lunghissima serie di lavori su commissione, questo romanzo è un ottimo e insolito noir corale, ambientato ancora una volta a Perpignan, a ridosso del confine franco-spagnolo, negli ultimi giorni dell’occupazione tedesca nella Seconda Guerra Mondiale. Ed è un piccolo albergo, il Central Hotel del titolo, a fare da palcoscenico alla vicende di una serie di personaggi scolpiti con rapidità, uomini e donne i cui destini vengono inevitabilmente ad intrecciarsi. Poliziotti e partigiani, donne fatali e clandestini braccati vivono assieme passioni e paura, in un arco di pochi giorni che di tutti decreteranno la sorte.

Il romanzo, come gli stati d’animo dei suoi protagonisti, è dominato da due elementi: il costante senso di provvisorietà, di pericolo, di precarietà dell’essere che la guerra impone alle vicende umane da una parte; un sanguigno, insopprimibile e fremente istinto vitale dall’altra. Tutte le storie sono qui mosse dalla morte e dal sesso, nel più classico dei connubi tragici, dal desiderio sensuale e dalla disperazione omicida.

E su questo binario si svolge la narrazione, cupa e malinconica ma allo stesso tempo sferzante e vitale. In questo senso è davvero abile Héléna a mischiare i registri con bravura, tingendo il suo noir con rossi appassionati che ne fanno una lettura intensa e capace di catturare ad ogni pagina.

È un romanzo piuttosto pessimista questo, crudele e amaro, in cui tutti si rivelano vittime. Vittime della vita, della guerra, della natura umana, di sé stessi. E che sa rappresentare molto efficacemente la fretta, l’urgenza insopprimibile di vivere dei suoi protagonisti.
In altre parole, un ottimo libro.

A proposito, se decideste di leggerlo, e ne varrebbe la pena, magari con un Sauvignon freddo a bilanciare le atmosfere roventi del racconto, vi consiglio di leggere la pur interessante introduzione di Michele Mari dopo aver finito il romanzo, perché per qualcuno mi sa che ci potrebbe essere qualche spoiler di troppo.

  • http://amilanononfafreddo.blogspot.com M

    Da “fan” di Héléna e di Aìsara ti ringrazio per la dritta!

  • http://amilanononfafreddo.blogspot.com M

    Da “fan” di Héléna e di Aìsara ti ringrazio per la dritta!

  • E

    Davvero stimolante!

  • E

    Davvero stimolante!

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