I 100 cani e i 100 gatti che hanno cambiato la storia

Scritto da: il 24.12.09
Articolo scritto da . Leggo troppo, scrivo poco e mi rimproverano di scrivere tanto. Adoro i libri ingialliti dal tempo, dimenticati ma con dentro la passione per tenerti sveglio nel cuore della notte. Sto dalla parte delle ferite di carta perché un libro vissuto è quello letto, magari in un momento difficile della vita, tanto da portarne i segni come fosse amore. Adoro anche la musica perché a volte annulla la relatività d’ogni pensiero imprigionato nella vita. Come Avvocato trovo la soluzione al problema degli altri e come Conciliatore facilito le parti in conflitto a trovare l’intesa. Ho almeno un centinaio di difetti, qualcuno sostiene che sono molto meno, così provate voi a buttare l’occhio dentro ai miei pensieri.:.

Messe ocus Pangur Bán,
cechtar nathar fria saindan:
bíth a menmasam fri seilgg,
mu memna céin im saincheirdd.

(Monaco benedettino anonimo,
gaelico, 9° o 8° secolo
)

I 100 caniEccolo, è giunto a bussare lo spirito del Natale. Forse con meno umorismo nelle tasche rispetto agli anni passati, sarà per quella barba incolta, per il rosso sbiadito o per le renne più silenziose del solito, ma tra i suoi doni ha portato della nostalgia.

Così, mentre cercavo una lettura da consigliarvi, perso tra i dorsi sonnecchianti nella libreria e con le dita infreddolite alla ricerca del calore che sanno trasmetterti i libri amati, ho cominciato a sentire dei piccoli rumori. Eh? Sembrava come se tante zampette si muovessero all’unisono, per scalpitare o artigliare tutte quelle parole di carta.

Incuriosito, ho preso a togliere i volumi per raggiungere la fonte di quei guaiti e miagolii. I rumori si facevano insistenti, come se mi stessero guidando. Mentre osservavo le copertine dei libri, tornavano alla mente i momenti in cui li avevo tra le dita, le occasioni in cui mi ero ritrovato a leggerli. Come accade con le fotografie, la memoria di ciò che ci ha colpiti era ancora lì, pigra e sonnecchiante ma non era andata via.

Quando ho finalmente raggiunto la fonte delle misteriose manifestazioni sonore, quasi tutti gli scaffali della libreria erano vuoti tranne uno. Il pavimento non si vedeva più, ricoperto com’era dai volumi. Su quell’unico scaffale, guaivano e miagolavano, due libretti stringendosi tra loro per il freddo.

Con tenerezza li ho presi in braccio, quasi volessi coccolarli da tanta agitazione. E pian piano, vuoi per il caldo della stufa o perché li sfogliavo senza fretta, avevano preso a calmarsi e raccontarmi di loro, di come lo vedevano il corso della storia.

I 100 gattiConsapevoli o inconsapevoli, forse proprio come noi, circa la direzione del destino, tutte queste zampette, più e più volte, hanno camminato al nostro fianco. Ci hanno aiutato ad oltrepassare la fretta incalzante del quotidiano. Erano lì quando non riuscivamo a sopportare quella peculiare incomunicabilità umana, che chiamano dolore.

A modo loro, ci hanno dedicato del tempo, hanno portato lo scompiglio nella nostra monotonia, e senza chiederne conto ci hanno permesso anche di progredire, di scrivere teorie sull’universo ed i suoi dintorni, o di raccontare semplicemente delle storie.

Ma non è stato sempre rose e fiori, l’uomo, in realtà, è il peggiore amico degli animali e per questo si erano agitati nel sonno. Incubi erano venuti a spaventarli, a ricordargli quante volte la loro fedeltà ed il loro affetto era stato dagli umani tradito.

Quasi dimenticavo, parlavo di I 100 cani che hanno cambiato la storia e I 100 gatti che hanno cambiato la storia (ISBN 978-88-200-4636-1 e ISBN 978-88-200-4637-8), di Sam Stall (vedi l’articolo di Livia al riguardo), tradotti da Alice Cominotti e Francesco Rizzo.

Buon Natale!
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carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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