Gotico rurale, Baldini

Scritto da: il 26.03.09
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Gotico rurale - Eraldo BaldiniChiunque ami le storie dell’orrore di connotazione classica, che fanno immediatamente pensare ai racconti di Le Fanu o alle storie di Fantasmi di Edith Wharton, e ancora apprezza il racconto come forma narrativa, rimarrà deliziato da Gotico rurale, un’antologia noir del ravennese Eraldo Baldini.

Il racconto breve può essere una delle forme espositive più ostiche da comporre: uno scrittore, se la storia è ben narrata, deve riuscire in poche pagine a dire tutto quello che deve, trasmettendo immagini molto vivide al lettore nella brevità di spazio concessagli. Baldini riesce perfettamente nell’intento suscitando una delle emozioni più difficili da comunicare, la paura.

L’ambientazione di tutti i racconti, come suggerisce il titolo – peraltro molto azzeccato – della raccolta, è la campagna. Per la precisione è quella emiliana, ma poco importa la collocazione geografica: l’abile penna dello scrittore distorce l’immagine idilliaca e un po’ bucolica che l’ambientazione agreste dovrebbe suggerire e ci presenta grette comunità isolate dal mondo, minuscoli centri abitati costruiti a ridosso di malsane paludi, immersi nella nebbia diversi mesi all’anno.

Tutto ciò che nell’ambiente rurale può suscitare inquietudine viene sapientemente utilizzato da Baldini per spaventare il lettore: vecchie leggende spettrali nate intorno al fuoco nelle lunghe sere invernali, delitti consumati all’interno delle chiuse realtà e qui sepolti, favole raccontate ai bambini che prendono vita. E sono proprio loro, i bambini, i fili conduttori che quasi legano tra loro le varie vicende. Essi sono onnipresenti, vittime e insieme carnefici, come se dovessero intenerire il lettore ma anche spaventarlo,quasi che il male scaturisse da loro.

Le varie storie mantengono tutte un buon livello, con alcuni notevoli picchi. Due o tre dei racconti sono delle vere chicche per appassionati del genere, classici dell’horror rivisitati con sapienza. Così nella “Collina dei bambini”, riviviamo una storia vecchia di centinaia di anni, che spiega perché, ai giorni nostri, durante uno scavo vengono riportati alla luce centinaia, forse migliaia di piccoli scheletri.

Nel racconto “Nella nebbia” è lei la vera protagonista, vista con gli occhi dell’unico intruso di tutto il libro, un maestro che dalla città va a insegnare in un paesino di campagna. Quando la nebbia arriva, all’inizio di ogni inverno, porta con sé una presenza oscura che gli abitanti del posto sembrano accettare ma non ammettere e a cui il protagonista non vuole credere, fino al tragico epilogo.

In “Foto ricordo”, un piccolo capolavoro, l’autore mischia uno spaventoso fatto di cronaca al soprannaturale. Il male stavolta si incarna, è reale e tangibile, ha un nome e un cognome. Ma una foto vecchia di anni di nuovo ci disillude, nulla è così semplice. Il carnefice davvero era solo un semplice essere umano?
E ancora, “chi vive nell’Olmo Grande”, che attira a sé i bambini e poi li fa morire di paura?

Gotico rurale potrebbe essere la lettura ideale per la sera, prima di andare a dormire. Ma vi avverto: potrebbe venirvi voglia di controllare sotto il letto prima di spegnere la luce.

  • Elfo

    Felice di “leggerti”, Only! :)
    E’ un po’ che giro intorno a “Gotico Rurale”, ne ho sentito parlare bene anche da altri. Quindi credo che la pila di libri in attesa si alzerà. ARGH!

  • Elfo

    Felice di “leggerti”, Only! :)
    E’ un po’ che giro intorno a “Gotico Rurale”, ne ho sentito parlare bene anche da altri. Quindi credo che la pila di libri in attesa si alzerà. ARGH!

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ SFranz

    Magistrale! Ti rammento che un po’ tutti gli scrittori emiliani hanno o possono avere una vena “gotica” basta ricordare alcuni fil e scritti del grande Pupi Avati: chi non ricorda il bellissimo benché ormai datato “La casa dalle finestre che ridono” degli anni Settanta con un supelativo Gianni Cavina! e l’ultimo “Il nascondiglio” devo ancora leggerlo e vederlo. Chissà! Forse prossimamente su questo blog!

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    Magistrale! Ti rammento che un po’ tutti gli scrittori emiliani hanno o possono avere una vena “gotica” basta ricordare alcuni fil e scritti del grande Pupi Avati: chi non ricorda il bellissimo benché ormai datato “La casa dalle finestre che ridono” degli anni Settanta con un supelativo Gianni Cavina! e l’ultimo “Il nascondiglio” devo ancora leggerlo e vederlo. Chissà! Forse prossimamente su questo blog!

  • http://liblog.blogdo.net Only

    @ SFranz:
    “La casa delle finestre che ridono” è stato uno dei miei film preferiti per molto tempo, quando ero adolescente e vivevo a pane, Stephen king e Dario Argento!Sia il film di Pupi Avati che “Profondo Rosso” li avrò visti decine di volte..forse ora è un po’ datato, hai ragione, ma l’ho rivisto tre anni fa per caso su sky, alle quattro del pomeriggio di una giornata di agosto, ma è riuscito ancora a farmi paura!

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    @ SFranz:
    “La casa delle finestre che ridono” è stato uno dei miei film preferiti per molto tempo, quando ero adolescente e vivevo a pane, Stephen king e Dario Argento!Sia il film di Pupi Avati che “Profondo Rosso” li avrò visti decine di volte..forse ora è un po’ datato, hai ragione, ma l’ho rivisto tre anni fa per caso su sky, alle quattro del pomeriggio di una giornata di agosto, ma è riuscito ancora a farmi paura!

  • http://digilander.libero.it/SFranz/ SFranz

    Io ricordo che “La casa dalle finestre che ridono” lo vidi solo in casa in un agosto di tanti anni fa. L’atmosfera era congeniale: c’era un temporale con tuoni, schiocchi e lampi… orrendamente libidinoso (se lo ricordo ancora). Belle in ogni caso le trovate che devono esser state riprese anche dall’autore da te recensito, della campagna, i segreti di paese, la deformità, le dicerie d’osteria, tutti elementi dell’horror nostrano e in generale. Ti stupirà, forse ma io, a parte Shining, non amo Stephen King (dove il cognome riflette il significato del nome) né Argento che di solito più che sull’orrore basa tutto, alla fin fine, su irrisolti traumi psicologici; non scopre niente: l’orrore è dentro non fuori di noi. È la ragione per cui, a suo tempo, E.A. Poe si guadagnò un posto nella letteratura statunitense e mondiale.

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    Io ricordo che “La casa dalle finestre che ridono” lo vidi solo in casa in un agosto di tanti anni fa. L’atmosfera era congeniale: c’era un temporale con tuoni, schiocchi e lampi… orrendamente libidinoso (se lo ricordo ancora). Belle in ogni caso le trovate che devono esser state riprese anche dall’autore da te recensito, della campagna, i segreti di paese, la deformità, le dicerie d’osteria, tutti elementi dell’horror nostrano e in generale. Ti stupirà, forse ma io, a parte Shining, non amo Stephen King (dove il cognome riflette il significato del nome) né Argento che di solito più che sull’orrore basa tutto, alla fin fine, su irrisolti traumi psicologici; non scopre niente: l’orrore è dentro non fuori di noi. È la ragione per cui, a suo tempo, E.A. Poe si guadagnò un posto nella letteratura statunitense e mondiale.

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    @ SFranz:
    Mentre adoro incondizionatamente Stephen King, tanto da chiudere un occhio, persino due, anche quando pubblica un libro brutto (e ne gli anni ne ha pubblicati a mio avviso, come tutti gli scrittori molto prolifici) sono in parte d’accordo su Dario Argento. Ho amato molti dei suoi film degli anni 70. Ma da tanto tempo, da Suspiria in poi praticamente, i suoi film hanno smesso di piacermi.

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    Mentre adoro incondizionatamente Stephen King, tanto da chiudere un occhio, persino due, anche quando pubblica un libro brutto (e ne gli anni ne ha pubblicati a mio avviso, come tutti gli scrittori molto prolifici) sono in parte d’accordo su Dario Argento. Ho amato molti dei suoi film degli anni 70. Ma da tanto tempo, da Suspiria in poi praticamente, i suoi film hanno smesso di piacermi.

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