Gli arancini di Montalbano, Camilleri

Scritto da: il 24.07.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Gli arancini di montalbano – Andrea CamilleriMi accorgo con colpevolissimo ritardo di non aver mai parlato di uno dei miei autori favoriti dell’estate (ma che anche d’inverno ha un bel posto nel mio cuore), Andrea Camilleri, l’uomo che mi ha riavvicinata al giallo italiano. E dato che siamo in argomento estivo direi che si può iniziare dalla sua corposa  raccolta Gli arancini di Montalbano.

Su Camilleri sono già state scritte infinite pagine, da ammiratori e da detrattori, ma c’è un solo criterio, secondo me, davvero valido: mi piace. Mi piace l’uso della lingua, mi piace la caratterizzazione dei personaggi, mi piace la costruzione della trama. E non solo perché, essendo siciliana, capisco bene quello che scrive e descrive, ma soprattutto perché ha la stessa abilità della Christie nel creare arzigogoli che poi, in realtà, sciolti da lui sembrano semplicissimi.

Nei racconti, quasi tutti brevi, incontriamo gli stessi personaggi di sempre che, all’epoca della prima edizione di questa antologia (pubblicata anni fa, all’inizio della fortunata carriera di Montalbano), avevamo già imparato ad amare: Catarella, con la sua parlata caratteristica, Livia, la penelope lontana, Fazio, Augello e un corollario di personaggi minori sempre interessanti e ben descritti.

E, ovviamente, il nostro commissario, un misto di giustizia e umanità, Salvo Montalbano. Impossibile, leggendo il libro, non pensare agli adattamenti televisivi e all’interpretazione di Zingaretti; e un paio di questi racconti hanno avuto la loro trasposizione: Gli arancini di Montalbano e Il gatto e il cardellino.

Ma tra i miei preferiti invece c’è Pezzetti di spago assolutamente inutilizzabili, in cui il personaggio al centro della vicenda è tanto surreale da distogliere l’attenzione dalla trama poliziesca: è un ragioniere con l’ossessione del conservare tutto ciò che utilizza, e che ha una casa che sembra un archivio. Se vi sembra impossibile, beh, io una persona così l’ho conosciuta, con un cassetto pieno di pezzetti di spago di pochi cm.

Subito dopo Montalbano si rifiuta, metaracconto in cui compare – come un cameo alla Hitchcock – anche l’autore; la sua presenza, però, non è autocelebrativa, ma funzionale a chiudere la storia. E Sostiene Pessoa, più che una semplice citazione letteraria, che approfondisce l’etica del commissario.

La lingua è quella ormai diffusa anche tra tanti giovani siciliani: abbiamo scordato il nostro dialetto e non siamo capaci che di parlarne uno impreciso, meticcio d’italiano e siciliano (pur nelle sue mille forme); e lo stile, semplice ma non povero, tiene incollati al libro per tutte le sue oltre trecento pagine.

Se non l’avete già letto, eccovi un buon punto di partenza per affrontare il vasto universo di Montalbano.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple