Giro di vite, James

Scritto da: il 14.07.10
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Amo molto lo scrittore americano Henry James e da settimane mi baloccavo con l’idea di quale dei suoi romanzi utilizzare per iniziare a parlarvi di lui. Alla fine la calura estiva mi ha vinto, sono stata lontana da romanzi bellissimi ma molto più corposi e ho deciso di parlarvi del Giro di vite, una breve e all’apparenza classica storia di fantasmi.

Scritto nel 1898, quando James viveva ormai in Inghilterra in pianta stabile, il romanzo di chiara impronta gotica è quanto di più anglosassone e… britannico si possa desiderare. Lo sviluppo narrativo ricorda le scatole cinesi, perché neanche Henry James rifuggì dal meccanismo noto per il genere: la storia principale è narrata sotto forma di racconto a un personaggio che a sua volta la racconta al lettore.

I narratori sono quindi due ma di questi solo la donna conta davvero: è lei che anni prima visse in prima persona le vicende raccontate nel libro. Il nome non ci viene mai detto, si sa solo che è figlia di un pastore e che giovane e inesperta si trova a fare un colloquio a Londra per un posto di istitutrice.

Un affascinante e forse un po’ sfaccendato scapolo, alla ricerca di qualcuno che lo sollevi dal tedioso incarico di occuparsi di due bambini che gli sono stati assegnati dal destino, un po’ solletica la vanità della ragazza e molto la affascina convincendola ad assumersi l’incarico nonostante la richiesta sconcertante di non disturbarlo mai, per nessun motivo. Qualsiasi cosa accadrà, dovrà sbrigarsela da sola.

Questi presupposti, insieme al primo impatto con la grande e isolata casa di campagna di Bly, bastano per far annusare subito al lettore esperto che l’aria che tira da quelle parti non sarà affatto salutare per la governante.

Eppure occuparsi di Miles e Flora, belli ed educati, sembra inizialmente molto facile: tutto sembra filare abbastanza liscio finché la giovane non inizia a scorgere, nella casa ma soprattutto intorno ai bambini, due presenze inquietanti…

La struttura narrativa utilizzata è arcinota, ce lo siamo già detto, eppure di suo Henry James ci mette un infallibile fiuto per il macabro, abbastanza sconcertante se si pensa che questa storia fantastica è abbastanza atipica nella sua produzione. I fantasmi che cercano di possedere i bambini vengono descritti, e correttamente percepiti, come esseri raccapriccianti e perversi, ma la malvagità che il lettore sembra toccare con mano va oltre loro. C’è in gioco lo strano meccanismo delle due menti infantili, non ci capisce bene se angeli o demoni, se vittime coscienti e incoscienti: il dubbio rende il romanzo più complesso di quanto sembri al principio.

Ma del resto, come aspettarsi altrimenti? Henry James fu forse uno dei più grandi del suo tempo, mai semplice da classificare e da definire, mai scontato e ci ha regalato molte opere che si prestano a molteplici interpretazioni.

Impossibile poi chiudere la recensione di questo libro senza tirare in ballo il film che ne fu tratto: The innocents (“Suspence” nella traduzione italiana, con una brava Deborah Kerr), ha ormai cinquant’anni eppure senza nessun effetto speciale fa davvero rabbrividire, anche se visto in una calda sera estiva invece che in una fredda notte invernale.

Questo libro è la lettura sotto l’ombrellone adatta per chi ama i classici europei, ma è stato alla larga da quelli americani. Potrebbe essere il libro giusto per iniziare a conoscere Henry James e i suoi contemporanei.

  • Pingback: ArturoRobertazzi

  • http://vogliosoloscrivere.wordpress.com Elfo

    Mi ispira tantissimo! E non ho mai letto Henry James. No, nemmeno “Ritratto di signora”. Vorrà dire che rimedierò cominciando da questo.

    :)

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    Mi ispira tantissimo! E non ho mai letto Henry James. No, nemmeno “Ritratto di signora”. Vorrà dire che rimedierò cominciando da questo.

    :)

  • http://xoomer.virgilio.it/franzato/copertine/Bryson_Shakespeare.jpg Sfranz

    Io lo dovetti leggere per l’esame di Angloamericano ma poi lo rilessi anni dopo e mi piacque tantissimo. Credo sia la migliore storia di fantasmi dell’800, meglio anche di quele di Dickens. Forse suo pari è Montague Rhodes James, suo omonimo per cognome ma non credo siano parenti. Avete letto “Il Carteggio Aspern”? non è di fantasmi ma è altrettanto bello, ambientato a Venezia.

  • http://xoomer.virgilio.it/franzato/copertine/Bryson_Shakespeare.jpg Sfranz

    Io lo dovetti leggere per l’esame di Angloamericano ma poi lo rilessi anni dopo e mi piacque tantissimo. Credo sia la migliore storia di fantasmi dell’800, meglio anche di quele di Dickens. Forse suo pari è Montague Rhodes James, suo omonimo per cognome ma non credo siano parenti. Avete letto “Il Carteggio Aspern”? non è di fantasmi ma è altrettanto bello, ambientato a Venezia.

  • Only

    @ Sfranz:
    Ho una vecchia edizione dei racconti di M.R.James della Newton compton e dire che sono terrificanti è dir poco..chissè che prima o poi non ci scappi una bella recensione.
    Splendido anche “Il carteggio Aspern”, meriterebbe anche quello una menzione qua su liblog prima o poi!

  • Only

    @ Elfo:
    Anche io ho iniziato con “giro di vite”, e poi non mi sono più fermata finché li ho letti tutti…:)

  • Only

    @ Sfranz:
    Ho una vecchia edizione dei racconti di M.R.James della Newton compton e dire che sono terrificanti è dir poco..chissè che prima o poi non ci scappi una bella recensione.
    Splendido anche “Il carteggio Aspern”, meriterebbe anche quello una menzione qua su liblog prima o poi!

  • Only

    @ Elfo:
    Anche io ho iniziato con “giro di vite”, e poi non mi sono più fermata finché li ho letti tutti…:)

  • Fermina

    Lo lessi tempo fa, non mi piacque granché. Probabilmente non è il mio genere.

  • Fermina

    Lo lessi tempo fa, non mi piacque granché. Probabilmente non è il mio genere.

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