Gaytags, Poetags e 40enni

Scritto da: il 24.08.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

pellicoIn quest’estate torrida ho avuto modo di riprendere l’esplorazione del catalogo di 18:30 edizioni, coi suoi molti libretti e le tante collane. E per oggi ne ho scelti tre, indicativi: un Gaytags, con racconti di Roberto Pellico, un Poetags, di Annamaria Tornabene Burgio, e una raccolta di acconti della collana madre, 40enni.

La casa editrice, infatti, ha aperto molte nuove collane, i Geotags e i Cuntags, per citarne un paio, con cui ha allargato la propria linea editoriale. Bella la spiegazione volutamente mancata della collana Gaytags: “Noi immaginiamo un mondo in cui non ci sia bisogno di una collana come questa. In cui se a scuola a un ragazzino dicono “finocchio” quello, invece di correre a casa a piangere, risponde ridendo “patata”.”

Partiamo da 40enni: una raccolta di microracconti che ha come filo conduttore non tanto un’età fisica quanto un modo di sentire, un cambiamento di prospettiva rispetto al mondo, una desolazione o una rinascita. Un momento che può essere cruciale o invisibile. Ogni racconto una piccola vita, ogni vita un argomento.

Insoddisfazione, staticità, stolidità e indifferenza fanno da sfondo alle azioni dei personaggi, nelle loro descrizioni minimali, e alle loro storie, così uniche e così comuni; il Generale, ad esempio, dispotico fino all’estrema conseguenza, o Costanza, presa e compresa dall’amore per sé da non vedere nulla intorno. Il tutto descritto da autori che descrivono perfettamente il sentire e il pensare dei loro personaggi, forse anche per l’età affine.

Il poetags è Hecce donna, che raccoglie le riflessioni di Anna Tornabene Burgio sulla società, sulla guerra, sul semplicissimo essere donna, nei secoli; con linguaggio pulito e colloquiale, le poesie esplorano storie e sensi, raccontano e stigmatizzano un mondo senza tempo.

Guarda fuori è, infine, l’apripista della collana Gaytags, con due racconti che tratteggiano con delicatezza sia le relazioni personali sia la vita di famiglia; nel secondo racconto, specialmente, è la famiglia negata a fare da protagonista, con un bambino che diventa pomo della discordia e merce di scambio in una separazione. Temi fondamentali e necessari, espressi in una scrittura particolarmente elegante e sensibile.

Nuovamente 18:30 ha fatto centro, regalandoci momenti di riflessione, “brevi ma intensi”.

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