L’odore dei fiori – Keyes, Fiori per Algernon

Scritto da: il 30.04.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina di Editrice NordChiudendo Fiori per Algernon si resta un po’ turbati. Non è una questione di mero stile. Né di trama particolarmente complessa. Il turbamento viene dal sentire minate le fondamenta del credo moderno di progresso mentale come benessere spirituale.

Inizia quasi in sordina, il diario di Charlie, con capitoli brevi ma lenti, una lingua difficile, e va delineando pian piano una figura che è sicuramente distante dal lettore, ma, in questo sta la grande abilità di Keyes, in cui immedesimarsi comunque, vivendo e respirando la stessa aria, a volte provando lo stesso disarmante senso di smarrimento.

Poi la scrittura prende il volo, seguendo lo sviluppo della trama e del personaggio, dipingendo con enfasi e delicatezza dettagli via via più sofferti. Attraversa come un turbine le esperienze del protagonista, così scontate per noi da non notarle nel nostro quotidiano e così nuove e spaventose e assurde. E come in un giardino di borgesiana memoria arriva la chiusura, quasi circolare.

L’autore accarezza temi che spaziano dalla bioetica alla discriminazione lasciando che sia la sua storia a parlare per lui, la sua mirabile invenzione a guidarci nei meandri delle nostre incerte opinioni. E ci lascia allibiti delle nostre stesse conclusioni, dopo aver vissuto per un po’ nei panni dell’altro, lo spauracchio con cui ognuno di noi si confronta almeno una volta.

  • Ignazio

    Premesso che non ho ancora finito di leggerlo e che mi riservo di integrare questo post, il punto è che non ho saputo resistere alla curiosità di affrontare questa lettura e devo dire che le aspettative nate dalla recensione sono state pienamente rispettate. Uno scritto interessante ed estremamente vicino ai temi della nostra società che mi sta imponendo riflessioni su ciò che sono disposto a sacrificare per raggiungere i miei obiettivi

  • Ignazio

    Premesso che non ho ancora finito di leggerlo e che mi riservo di integrare questo post, il punto è che non ho saputo resistere alla curiosità di affrontare questa lettura e devo dire che le aspettative nate dalla recensione sono state pienamente rispettate. Uno scritto interessante ed estremamente vicino ai temi della nostra società che mi sta imponendo riflessioni su ciò che sono disposto a sacrificare per raggiungere i miei obiettivi

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