Finché non cala il buio, Harris

Scritto da: il 09.12.09
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

finché non cala il buioA quanto ci è dato sapere fino ad ora, la serie Southern Vampires della scrittrice americana Charlaine Harris è composta da nove romanzi e se la traduzione italiana continuerà con gli stessi ritmi serrati di adesso, presso la Delos Books raggiungeremo presto la pubblicazione oltreoceano.
I vampiri sono in gran rispolvero, è noto a tutti e credo che ormai siano più di moda di Victoria Beckham.

E anche se conosco a memoria più di una puntata di Buffy e posso perdere un pelo il lume della ragione davanti a due canini (appuntiti), non posso dire di essere una grande fan di quello che è stato scritto sull’argomento negli ultimi anni. Non ho letto molto di quanto è passato in libreria e anche quel poco mi è sembrato per la maggior parte carta per il fuoco: visto che non ritengo giusto annoiarvi su ciò che mi ha schifato vi dirò solo che il libro a mio parere migliore degli ultimi anni sull’argomento è Lasciami entrare di Lindqvist, già recensito dal nostro elfo qua su Liblog.

I vampiri della Harris sono di tutt’altro genere, nel loro modo senza pretese sono una lettura distensiva e piacevole, avvicinandosi forse ai primi – e secondo me migliori – libri di Laurell Hamilton.

Nel primo della saga, Finché non cala il buio, Sookie Stackhouse è una giovane cameriera che vive a Bon Temps, piccola cittadina della Louisiana: ha un corpo strepitoso ma il brutto vizio di riuscire a leggere nella mente delle persone, e questo le crea un sacco di problemi con le relazioni sentimentali.

Il risultato è che non esistono per lei queste relazioni finché non conosce Bill, il suo primo vampiro: come le sottolinea la sua amica Arlene, forse un non-morto non è una scelta sentimentale consueta, ma avete presente provare a fare sesso con una persona quando neanche in quel momento riuscite a uscire dalla sua testa? Sookie scopre che le menti dei vampiri le sono precluse e quando Bill si rivela un immortale in fondo ammodo, sente che per la prima volta nella sua vita ha incontrato una persona con cui potrebbe stare.

A poco a poco finisce per innamorarsi di lui, finendo suo malgrado coinvolta nelle vicende vampiresche: Eric infatti, lo sceriffo di Bill, che non è sopravvissuto diversi secoli perché è stupido, capisce molto presto quanto le capacità di Sookie possano fare comodo alla sua congrega e ne approfitterà senza pietà, facendo leva sull’autorità che ha sul suo ragazzo morto…

Le avventure di Sookie Stackhouse e del gruppo di creature magiche che si muovono intorno a lei sono frizzanti, piene di brio, dal rimo incalzante e dalle trame e dai personaggi ben costruiti. Non potranno forse concorrere per il premio Pulitzer ma sono divertenti, e il divertimento è una delle prime cose che si pretende da libri del genere.

C’è poi da dire che i vampiri della Harris, in controtendenza con le abitudini degli ultimi anni, sono dei pericolosi e bastardi succhiasangue che dormono di giorno, temono la luce, l’argento e i paletti. Cari e vecchi demoni da cui stare alla larga, insomma. Persino Bill, che all’inizio ci fa temere un’altra storia d’amore tra mortale e vampiro da carie ai denti, si dimostra tutt’altro che uno stinco di santo, se mi perdonate il gioco di parole…

Purtroppo anche qua i vampiri hanno l’abitudine di lasciarsi andare ad evoluzioni erotiche evidentemente precluse a noi comuni mortali, ma su questo dobbiamo ormai rassegnarci, con buona pace di Anne Rice e dei suoi vampiri -quasi- asessuati.

Da leggere un libro dopo l’altro, in tante domeniche pomeriggio di questo lungo inverno appena iniziato, per staccare la spina da settimane molto impegnative con delle letture che di impegnativo non hanno nulla.

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