Fight Club, Palahniuk

Scritto da: il 13.04.10
Articolo scritto da . Non c'è Compagnia senza un elfo, perciò - aderendo al contratto nazionale delle Orecchie a Punta - eccomi qua. Ho anche un nome normale, Alessandra, ma quelli che mi chiamano così si contano sulla punta delle dita. Voglio salutare papà, mamma, e tutti quelli che mi hanno permesso di arrivare fin qui...cosa? Non è il Festival di Sanremo? E va be', dai, siate buoni!!! ;)

fight club“La prima regola del Fight Club è che non si deve parlare mai del Fight Club. La seconda regola del Fight Club è che non si deve parlare mai del Fight Club…” ma io sono coraggiosa e ve ne parlo stesso.

Il romanzo d’esordio di Chuck Palahniuk (in Italia edito da Mondadori) era già un caso letterario negli Stati Uniti ben prima che Hollywood ne facesse un successo cinematografico con il bravissimo Edward Norton e Brad Pitt in stato di grazia. La visione del film è stata per me piuttosto utile per la comprensione del libro, benché mi abbia privata del colpo di scena finale. Il fatto è che Fight Club è delirio.

Delirio intelligentissimo, secondo me. Il protagonista è un impiegato assicurativo frustrato, con disturbi nevrotici che lo privano del sonno. La sua vita viene sconvolta da due incontri fatali: il primo con Marla Singer, una donna ancora più nevrotica, che lo attrae e allo stesso tempo lo infastidisce per il suo essere così simile a lui, il secondo con Tyler Durden, aitante e anticonformista produttore di sapone, nonché genio antisociale.

Con quest’ultimo nasce un’amicizia così intensa da diventare simbiosi: i due vanno a vivere in una casa fatiscente ed insieme creano una sorta di associazione per soli uomini, cioè un “club del dopolavoro” in cui i partecipanti sono indotti a combattere tra loro a mani nude. Il patto solidale tra i due uomini non si rompe nemmeno quando Marla si innamora di Tyler ed il “Fight Club” raccoglie adepti e simpatizzanti un po’ ovunque, tuttavia ben presto l’ex assicuratore si accorge di come il fascino carismatico del suo amico e la fede cieca che ispira nei suoi seguaci non sia privo di pericoli, specie perché ben presto il “Fight Club” si trasforma in un’ organizzazione sovversiva di stampo ecoterrorista. E la tensione diventa insostenibile quando il nostro eroe si rende conto di non potersi liberare di Tyler così facilmente. La risposta alla domanda “Chi è Tyler Durden?” è il cuore del romanzo ed una vera sorpresa per chi, a differenza di me, abbia letto il libro prima di essere andato al cinema.

La critica ufficiale definisce questo libro “post-moderno”. Non conosco bene i canoni del postmodernismo, ma quello che posso confermare è che Fight Club è una spanna oltre al modo di scrivere (e forse di pensare) a cui siamo abituati. Frasi spezzate, continue ripetizioni – quasi slogan – e soprattutto un cuore pulsante e la sensazione che una bomba sia sempre sul punto di esplodere: questo è ciò che trasmette Palahniuk.

Confesso che in più punti ho pensato che il testo fosse scritto sotto l’influsso di qualche sostanza stupefacente, perché stupefacente è la presentazione dell’idea antisociale, che comprende terrorismo e giustizia, violenza, rigore ma anche una sensibilità all’eccesso che in qualche momento diventa pura disperazione. Tutto pur di liberarsi dagli schemi che la società ci impone, rendendoci dipendenti in mille maniere e con mezzi di cui troppo spesso nemmeno ci accorgiamo.

Ecco, Fight Club è un libro che ha la capacità di lasciare storditi e sconvolti. È provocazione e spinta al nichilismo per alcuni, un racconto sovversivo per altri. Per me è un gran bel libro, da leggere con attenzione cercando di mettere insieme i pezzi: in fondo quello a cui l’autore vuole spingere davvero, secondo me, è incoraggiarci a pensare con la nostra testa.

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  • Only

    Ah, questo è un libro splendido!

  • Only

    Ah, questo è un libro splendido!

  • http://sommobuta.blogspot.com/ sommobuta

    L’ho letto da poco.
    Storia eccellente, ma lo stile di scrittura di Palahniuk non l’ho proprio digerito.
    Peccato per me… :)

  • http://sommobuta.blogspot.com/ sommobuta

    L’ho letto da poco.
    Storia eccellente, ma lo stile di scrittura di Palahniuk non l’ho proprio digerito.
    Peccato per me… :)

  • http://vogliosoloscrivere.wordpress.com Elfo

    Beh, un parere come il tuo è comprensibile. Anche io ho pensato più volte che scrivesse sotto effetto stono. Però non ho letto altri suoi libri quindi non posso dare un giudizio più ampio. So che in sè il libro mi ha lasciato una ella impressione. :)

  • http://vogliosoloscrivere.wordpress.com Elfo

    Beh, un parere come il tuo è comprensibile. Anche io ho pensato più volte che scrivesse sotto effetto stono. Però non ho letto altri suoi libri quindi non posso dare un giudizio più ampio. So che in sè il libro mi ha lasciato una ella impressione. :)

  • Flavio

    Secondo la mia modesta opinione,fight club non è altro che una riuscitissima metafora dello sviluppo di un delirio d’onnipotenza,niente a che vedere con sostanze stupefacenti.In un uomo misero afflitto dalla vita e falcidiato da mille nevrosi,compare una via di fuga,Tyler,che lo tenta come il canto delle sirene di Ulisse.Tyler pero’,come il finale del film rivela,non è altro che una proiezione mentale di Jack,un’essere superiore,un messia che incarna la perfezione mascolina;questo alter ego a poco a poco svuota letteralmente l’identità già fiacca del protagonista,diventa totalizzante e paventa fini non a caso del tutto deliranti.Quando questo delirio sembra ad un passo dal raggiungere la meta,ossia la totale identificazione dell’identità folle al posto di quella sana ma debole,la mente del protagonista con uno slancio eroico,ma dolorosissimo riesce a smascherare il suo autoinganno e a tornare in se.Veramente notevole come film.

  • Flavio

    Secondo la mia modesta opinione,fight club non è altro che una riuscitissima metafora dello sviluppo di un delirio d’onnipotenza,niente a che vedere con sostanze stupefacenti.In un uomo misero afflitto dalla vita e falcidiato da mille nevrosi,compare una via di fuga,Tyler,che lo tenta come il canto delle sirene di Ulisse.Tyler pero’,come il finale del film rivela,non è altro che una proiezione mentale di Jack,un’essere superiore,un messia che incarna la perfezione mascolina;questo alter ego a poco a poco svuota letteralmente l’identità già fiacca del protagonista,diventa totalizzante e paventa fini non a caso del tutto deliranti.Quando questo delirio sembra ad un passo dal raggiungere la meta,ossia la totale identificazione dell’identità folle al posto di quella sana ma debole,la mente del protagonista con uno slancio eroico,ma dolorosissimo riesce a smascherare il suo autoinganno e a tornare in se.Veramente notevole come film.

  • Flavio

    @ Flav
    io
    :
    Oddio ero cosi’ preso dala mia filippica che mi sono accorto solo ora di avere commentato il film…ecco in questo caso si puo’ parlare di sostanze stupefacenti.Purtroppo scherzo sono lucido.

  • Flavio

    @ Flav
    io
    :
    Oddio ero cosi’ preso dala mia filippica che mi sono accorto solo ora di avere commentato il film…ecco in questo caso si puo’ parlare di sostanze stupefacenti.Purtroppo scherzo sono lucido.

  • ffffffffff

    scusate…non è che potreste spiegarmi il finale del libro???

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