Felicità al femminile, Odette Toulemonde, Schmitt

Scritto da: il 03.09.09
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

Odette toulemondeNo, malgrado il nome non è né tedesco, né austriaco, né svizzero. È francese. Vivente (1960). È probabilmente l’unico autore ancora in vita dei cui libri (uno, per ora) intendo parlare. Gli autori dei cui libri ho finora parlato, tranne qualche rara eccezione, sono tutti morti. Questo no: Eric-Emmanuel Schmitt non ha ancora cinquant’anni!

Scafato come sono dopo decenni di letture (belli più o meno tutti: una buona parola – non foss’altro d’incoraggiamento all’autore – non si nega a nessuno), non avrei mai pensato che ciascuno di questi otto racconti, Lezioni di Felicità, avesse la capacità di sorprendermi, di aver voglia di terminarli, di commuovermi. Otto racconti in cui son narrate le felicità di otto donne con alle spalle esistenze diverse con i vari cambiamenti nel tempo.

Felicità al femminile, dicevo o, perlomeno, il tentativo di perseguirle oppure il fallimento nel cercare di realizzarle anche per merito di un destino beffardo e ironico. Schmitt ha la notevole capacità di condensare la vita di una donna nello spazio di una ventina di pagine. E con essa, il di lei intimo pensiero segreto non condiviso nemmeno con l’uomo della sua vita.

Il tutto in uno stile sciolto, elegante e diretto, come se un amico ti stesse raccontando quella vicenda seduto di fronte a te al bar davanti a un caffè o un aperitivo; uno stile dove sono sapientemente dosati discorso indiretto e dialoghi. Il che, soprattutto per questi ultimi, non sorprende visto che Schmitt è anche uno dei più quotati (e dotati) drammaturghi d’oggidì. Ed è pure regista, tanto è vero che Odette Toulemonde è un film del 2006 (anche il testo è del 2006).

Tra narrativa, teatro, saggistica e film, Schmitt è un poligrafo, non so quanto conosciuto nel nostro Paese, benché molte delle sue opere siano state tradotte e rappresentate: credo pressoché tutte e ciò che caratterizza molte di esse è il punto di vista scelto per raccontare la storia. Per esempio, in L’Évangile selon Pilate (Il Vangelo secondo Pilato, 2000) i parlanti sono Cristo e Pilato che – da funzionario romano – tratta il “caso Jeshua”; o in un altro, La part de L’Autre (La parte dell’Altro, 2001) in cui si racconta cosa sarebbe successo se Adolf Hitler fosse stato accettato anziché respinto all’Accademia di Belle Arti di Vienna (non può non far venire alla mente quel The Man in the High Castle – L’uomo nell’alto castello/La svastica sul sole, 1962 – Philip. K. Dick -1928-1982: in italiano è comparso con entrambi i titoli).

Oppure è l’inusitata situazione iniziale come i Petits crimes conjugaux (Piccoli crimini coniugali del 2003), opera teatrale dove un uomo in stato di amnesia a causa di un incidente, ricostruisce la propria esistenza e il proprio matrimonio con l’aiuto di colei che dice di essere sua moglie.

Nel panorama libresco in cui tanto di ripetitivo è possibile vedere, Eric-Emmanuel Schmitt sembra portare una gradevole ed elegante ventata di originalità, da respirare a pieni polmoni. E non ci sarebbe poi tanto da meravigliarsi se si sentisse, qua e là, a tratti, leggendo, odore di Letteratura.

  • Elfo

    Sembra davvero una lettura affascinante!
    AWWWWWWWWW! (*Ululato di frustrazione nel veder pasare così tanti libri e non avere il tempo materiale per leggerli tutti!*)

  • Elfo

    Sembra davvero una lettura affascinante!
    AWWWWWWWWW! (*Ululato di frustrazione nel veder pasare così tanti libri e non avere il tempo materiale per leggerli tutti!*)

  • Sfranz

    E vedrai i prossimi giovedì!

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    E vedrai i prossimi giovedì!

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