Elena, Elena amore mio, De Crescenzo

Scritto da: il 10.06.09
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Elena, Elena amore mio – Luciano De CrescenzoPrendete un autore dalla penna vivace, con un mordace senso dell’umorismo e con una profonda cultura classica. Pensate a come possa essere una delle vicende più conosciute della nostra mitologia, la Guerra di Troia, raccontata da un siffatto scrittore. Se ci siete riusciti saprete esattamente cosa aspettarvi dalla lettura di Elena Elena amore mio, l’Iliade secondo Luciano De Crescenzo.

Saprete cosa aspettarvi, dicevo, ma lo stesso la lettura vi darà profonda soddisfazione e soprattutto vi divertirà.
Le vicende del libro iniziano quasi dove l’Iliade finisce: siamo al nono anno di guerra, ed essa si prepara alla svolta che noi tutti conosciamo.

Il giovane Leonte, figlio di uno dei tanti re minori greci radunati da Agamennone per il sanguinoso assalto alla città, parte alla volta di Troia per cercare il padre, che risulta disperso. A stimolarlo è in parte il desiderio di rivedere un genitore che è partito quando era troppo giovane per ricordarlo davvero, e in parte ila curiosità di conoscere i suoi eroi, i mitici guerrieri achei le cui gesta durante i diversi anni di guerra hanno fatto il giro di tutto il mondo allora conosciuto.

Solo che loro, visti da vicino e spogliati dei fronzoli omerici, non sembrano poi così eroici…
Agamennone appare come un arraffatore senza scrupoli, che si serve della guerra per diventare sempre più ricco e ammantarsi della gloria che spetterebbe agli altri.

Achille è un ragazzino viziato, che più che coraggio (come può essere davvero coraggioso in fondo uno che, tallone a parte, è invincibile, si chiede l’autore?) dimostra spietatezza. Per lui, psicopatico omicida, la guerra di Troia è una scusa per uccidere impunemente.

Ulisse è un malandrino e un impostore, una di quelle persone che potrebbero spingerti a negare l’evidenza perché sembra impossibile sentire la verità uscire dalla sua bocca.
Menelao è un debole succube del fratello, “uno di quegli uomini” per citare De Crescenzo “che sembrano nati per portare le corna”.

E poi c’è Elena… Elena, la protagonista e la vera figura sfuggente del romanzo. La vediamo mai davvero? È evanescente al punto che forse già allora era solo una leggenda. A Troia sembra essere ovunque e da nessuna parte, potrebbe anche essere la giovane che incontra Leonte e di cui il ragazzo si innamora: tanto bella, secondo lui, che può essere solo la regina di Sparta!

Forse una donna così non può esistere, forse è solo l’incarnazione dei sogni d’amore degli uomini. Forse… dovrete leggere il libro per saperne di più.
Nel romanzo di De Crescenzo non manca nessuna delle vicende dell’Iliade e nonostante il tono umoristico con cui vengono raccontate i riferimenti sono precisi e i richiami al mito rigorosi. Solo che mancano gli eroi, che precipitano allo status umano, forse peggio. Non si riesce a tifare per nessuno di loro e neanche i troiani alla fine sono poi così simpatici.

Anche le divinità, ben presenti, non ne escono bene, con un fascino un po’ ammaccato che sorridendo fa ricordare il manga Olympus no Pollon piuttosto che il grande Omero, dove le divinità presentavano sì i difetti umani ma erano anche grandiosi. Ma cosa c’è di grandioso in Zeus, che è solo un donnaiolo che accetta che Troia sia distrutta per non infilarsi in una bega tra donne, o in Afrodite, tanto bella quando svampita?

Finiamo il libro con un sorriso sulle labbra, ma dopo aver fatto un grande e godibile rispolvero della cultura classica da cui deriviamo. Sono sicura che fosse questo l’intento di una delle penne più intriganti della nostra letteratura contemporanea.
Da leggere se amate i miti greci e da regalare a chi a scuola li ha odiati, per fargli cambiare idea.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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