Due in uno! Io sono leggenda (I Vampiri) e Io sono Helen Driscoll, Matheson

Scritto da: il 19.03.10
Articolo scritto da . Nato un lunedì di più di mezzo secolo fa a Padova, con usi e costumi veneziani e, mi fu detto, con qualche goccia di sangue ungherese da parte di un bis bis materno, mi guadagno da vivere cercando di insegnare Inglese agli studenti di una scuola media della mia città, Mestre, dove vivo da quando son ritornato da Padova dopo esser nato (con un'iniziale quinquennale parentesi al Lido di Venezia dalla nonna). Prendendo a prestito l'incipit dei "Memoirs" di un mio illustre concittadino di due secoli fa - Carlo Goldoni - posso con certezza affermare che, ancor di più della sua, "ma vie n'est pas importante"; io sono quello che scrivo: il resto è amleticamente silenzio.

Per metterli su Anobii vado a ripescare questi due libri di Richard Matheson (1926) che sapevo di avere e aver letto ormai parecchi anni fa. Ne ho un buon ricordo. Mi piace questo autore e quando mi tornano in mente i titoli dei suoi romanzi che ho letto (I vampiri – vecchio titolo con cui era stato tradotto I am Legend del ’54, cui ha dato rinnovata notorietà il film del 2007 con Will Smith – ma ce n’erano stati degli altri tratti più o meno liberamente da questo testo) mi stupisco sempre del taglio originale che Matheson ha saputo dare a vecchie tematiche del romanzo horror o del soprannaturale. Con I am Legend rielaborava il tema del vampirismo mentre con Io sono Helen Driscoll (del 1958: titolo originale A Stir of Echoes) il tema rielaborato è quello, anch’esso ben noto, dei fantasmi e del soprannaturale.

Verrebbe da chiedersi: che cosa di nuovo e originale ci si può inventare sia per il vampirismo che per il genere Storie di Fantasmi senza scadere in una più o meno accettabile variazione sul tema (appunto)? È questo che Matheson è riuscito a fare. E in modo tutto sommato semplice attualizzando la vicenda e rendendola credibile per l’epoca di uscita dei due libri.

Ciò che provoca il vampirismo in Io sono leggenda, è un batterio: già questo rende “scientifico” un argomento che fino ad allora era di pertinenza della Religione se non dell’Antropologia (se interessa, si veda a questo proposito l’ottimo e esaustivo saggio di Massimo Introvigne, La stirpe di Dracula, Oscar Saggi n°517). Lo tornerà a trattare Stephen King con Le notti di Salem nel ’75, ma lo farà in maniera più tradizionale.

Vero è che alcuni scienziati hanno ipotizzato le “possibili” malattie di cui potevano (o possono) esser stati affetti i vampiri. La più accreditata è la porfiria acuta (Morbo di Gunther): rara ed ereditaria patologia dovuta ad un’alterazione di un enzima che agisce sul sangue. Altri hanno menzionato la comune pellagra di cui, se non ricordo male, erano afflitti i nostri contadini in tempo di carestia o di guerra poiché non potendo mangiar tanto altro che polenta, questa dieta determinava una carenza di altre vitamine causando quindi questa malattia che vien chiamata così poiché, quando il soggetto è esposto al sole, la sua pelle si arrossa e diventa squamosa; un rimedio omeopatico è l’aglio il quale, notoriamente, non è gradito ai vampiri. A parte queste curiosità, il tema serve a Matheson per veicolare anche altri “messaggi”, di natura più sociale: un’umanità che, mutata da questo agente patogeno, deve riorganizzarsi.

Con Io sono Helen Driscoll il soprannaturale viene interiorizzato. Il protagonista ne diventa sensibile al punto da percepirlo grazie ad un mero gioco di società: un esperimento di ipnosi che può far pensare a quei giochi fatti da sedicenti “maghi” in qualche varietà televisivo. Ciò che ieri era manifestazione del soprannaturale, oggi o è miracolo o è follia o, più semplicemente, alterazione mentale. Anche in questo caso, viene introdotta una possibile spiegazione medico-scientifica. Tutto viene ridimensionato in modo tale da esser reso accettabile nel e dal quotidiano. Solo alla fine si vedrà chi avesse avuto ragione all’inizio. E, sorprendentemente, i canoni dell’antica e tradizionale Storia di Fantasmi non vengono minimamente mutati: dopo tutto è la vecchia storia dello Spirito inquieto che avendo ricevuto violenza abusi e offese in vita, ora cerca giustizia per una Pace Eterna migliore. L’otterrà.

Non ho ricordi di altri autori che abbiano saputo proporre soluzioni narrative cosi credibili e, come tali, originali senza apportare cambiamenti o rinnovamenti a generi così consolidati nei secoli che non credo il lettore voglia veder mutati magari così tanto da renderli pressoché irriconoscibili. Richard Matheson c’è riuscito. Se qualcuno è in grado di segnalarmene altri, benvenga.

  • Only

    Mi piace molto Matheson e ho letto entrambi i libri da te recensiti. Sono d’accordo su tutta la linea: sempre di suo, ti segnalo “tre millimetri al giorno”, che ho recensito qua su liblog alcuni mesi fa:
    http://liblog.blogdo.net/narrativa/tre-millimetri-al-giorno-matheson/

  • Only

    Mi piace molto Matheson e ho letto entrambi i libri da te recensiti. Sono d’accordo su tutta la linea: sempre di suo, ti segnalo “tre millimetri al giorno”, che ho recensito qua su liblog alcuni mesi fa:
    http://liblog.blogdo.net/narrativa/tre-millimetri-al-giorno-matheson/

  • Sfranz

    @ Only: “Tre millimetri al giorno”, come puoi vedere dalla mia libreria su Anobii, ce l’ho ma devo ancora leggerlo (come tantissimi altri libri). Mi piacerebbe vedere il film tratto da “Helen Driscoll”, purtroppo non esistono “filmoteche” civiche dove andarlo a reperire. Di questo autore, mi piacerebbe leggere “Casa d’inferno” credo pubblicato da Fanucci; il tema qui è quello stra-abusato della casa infestata ma son sicuro che Matheson lo tratti in maniera originale, molto più originale di tanti altri autori.

  • Sfranz

    @ Only: “Tre millimetri al giorno”, come puoi vedere dalla mia libreria su Anobii, ce l’ho ma devo ancora leggerlo (come tantissimi altri libri). Mi piacerebbe vedere il film tratto da “Helen Driscoll”, purtroppo non esistono “filmoteche” civiche dove andarlo a reperire. Di questo autore, mi piacerebbe leggere “Casa d’inferno” credo pubblicato da Fanucci; il tema qui è quello stra-abusato della casa infestata ma son sicuro che Matheson lo tratti in maniera originale, molto più originale di tanti altri autori.

  • Antonio

    Salve.
    Se è interessato al tema, le raccono un po’ di cose che i dottori non hanno voglia di raccontare: il “male” è una condizione dell’anima, mica del genoma.

    Il film che maggiormente aderisce alla percezione della realtà da parte di una persona con un attacco acuto di porfiria è Il Dracula di Bram Stoker gitato da Coppola.
    Nella visione i toni rossi si accentuano ed il cielo stesso tende al livido. La malattia da una risorsa di forza e di reattività notevoli, se si sente in pericolo, anche se il porfifico è generalmente astenico. Dopo gli attacchi, generalmente notturni, cade in un sonno simile al letargo che dura anche 30-35 ore.
    Ovviamente, non ama la folla e le persone spesso lo percepiscono come sgradevole a causa del senso di morte con cui convive, anche se non sa di essere malato, e del fatto che è spesso brusco, repentino, insoddisfatto, agitato. Il punto è che la porfirina si comporta come un neurotossico; è di una classe simile alla ketamina. Chi ha la porfiria acuta intermittente ha un timore della morte piuttosto limitato, visto che si percepisce come parte di lei. Ha presente “La Regina dei dannati?” L’iper reattività e l’ipertensione (200 di minima) che subentrano se, sotto crisi viene attaccato, rendono piuttosto pericoloso un porfirico in un combattimento all’arma bianca contro 2-4 persone.

  • Antonio

    Salve.
    Se è interessato al tema, le raccono un po’ di cose che i dottori non hanno voglia di raccontare: il “male” è una condizione dell’anima, mica del genoma.

    Il film che maggiormente aderisce alla percezione della realtà da parte di una persona con un attacco acuto di porfiria è Il Dracula di Bram Stoker gitato da Coppola.
    Nella visione i toni rossi si accentuano ed il cielo stesso tende al livido. La malattia da una risorsa di forza e di reattività notevoli, se si sente in pericolo, anche se il porfifico è generalmente astenico. Dopo gli attacchi, generalmente notturni, cade in un sonno simile al letargo che dura anche 30-35 ore.
    Ovviamente, non ama la folla e le persone spesso lo percepiscono come sgradevole a causa del senso di morte con cui convive, anche se non sa di essere malato, e del fatto che è spesso brusco, repentino, insoddisfatto, agitato. Il punto è che la porfirina si comporta come un neurotossico; è di una classe simile alla ketamina. Chi ha la porfiria acuta intermittente ha un timore della morte piuttosto limitato, visto che si percepisce come parte di lei. Ha presente “La Regina dei dannati?” L’iper reattività e l’ipertensione (200 di minima) che subentrano se, sotto crisi viene attaccato, rendono piuttosto pericoloso un porfirico in un combattimento all’arma bianca contro 2-4 persone.

  • http://xoomer.virgilio.it/franzato/ Sfranz

    @ Antonio:
    Grazie dell’approfondimento su questa patologia. Da dove ha attinto queste notiozie così precise? Può citare le fonti?

  • http://xoomer.virgilio.it/franzato/ Sfranz

    @ Antonio:
    Grazie dell’approfondimento su questa patologia. Da dove ha attinto queste notiozie così precise? Può citare le fonti?

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